Spal, la salvezza si può costruire al ‘Paolo Mazza’
Serie C. Curiosità nel calendario del ritorno In casa giocherà i match più abbordabili
FERRARA. Battendo il Savona, la Spal ha leggermente migliorato il suo, fin qui, disastroso rendimento interno, interrompendo anche un’astinenza dal gol al “Mazza” durata la “bellezza” di 626 minuti. Ed è bene che i biancazzurri riescano d’ora in poi a capitalizzare al massimo le proprie gare in casa, perché il girone di ritorno del campionato si presenta molto “curioso” dal punto di vista della suddivisione delle partite. Il calendario, infatti, propone alla formazione di mister Leonardo Semplici un cammino esterno durissimo, al limite del proibitivo, anche se in questo girone si è visto che di impossibile c'è nulla. Da qui al 10 maggio si dovranno affrontare lontano dalle mura amiche tutte e sei le formazioni che attualmente sono in testa alla classifica.
Sembra incredibile, ma la Spal si deve ancora recare ad Ascoli (prima con 38 punti), Teramo (seconda con 37), Pisa e L’Aquila (terze a quota 36 punti), Reggio Emilia (granata quinti a 35 punti) e Ancona (sesta con 32). E, a questa serie di fuoco, si può aggiungere la gara insidiosa contro la Carrarese, visto che anche la squadra dell’ex mister Remondina al momento precede i biancazzurri. Saranno solo due le trasferte su campi di formazioni che al momento si trovano dietro: si tratta del Santarcangelo, al quale si farà visita proprio sabato, e della Lucchese (partita di metà febbraio).
Anche analizzando il rendimento nel girone d’andata della Spal contro le prime sei in casa, non c'è da stare troppo allegri, visto che si sono raccolti solo 5 punti: 3 contro l’Ascoli (successo 1-0) e altri due frutto di pareggi a reti inviolate contro Teramo e Ancona. Per il resto, sono arrivate solo sconfitte: due di misura contro Pisa e Reggiana (0-1) e il netto rovescio contro L’Aquila (0-3).
Anche se nel calcio ci sta sempre tutto (quante volte, anche negli ultimi anni, la Spal ha disputato grandi partite conquistando buoni risultati contro squadre di blasone per poi inciampare in incontri sulla carta molto più semplici), visto questo quadro, sembra evidente che la Spal dovrà ora costruire la salvezza e il proprio campionato tranquillo, da parte sinistra della classifica (magari più in alto dell'attuale decimo posto) allo stadio “Paolo Mazza”.
Se si analizza infatti questa situazione dall’altro angolo visuale, in corso Piave arriveranno d’ora in poi quasi esclusivamente squadre di medio-bassa classifica e, fatta eccezione per il Gubbio che sopravvanza di due punti la truppa di mister Semplici, tutte si trovano al momento a pari punti o dietro la formazione spallina. Partendo dal basso, arriveranno infatti il fanalino di coda Pro Piacenza, il San Marino, il Prato, il Grosseto, il Forlì, il Tuttocuoio e la Pistoiese.
Non che la Spal abbia brillato fino a questo momento in casa, visto che in 11 partite ha ottenuto 4 vittorie, 2 pareggi e già 5 sconfitte (solo 14 punti sui 33 complessivi a disposizione), ma, a parziale giustificazione, va ribadito che tutti i “top team” sono già venuti a Ferrara. Ora non bisogna più lasciare punti per strada e, potendo così giocare i “big match” con maggiore serenità, chissà che non si possa centrare anche qualche altro colpaccio, visto che la propensione al blitz finora alla Spal non è mancata (4 successi in 10 trasferte).
La domanda in questi casi è la seguente: è meglio giocare fuori casa con le forti" e affrontare in casa le più deboli o viceversa? Ogni opinione è legittima. Di certo la gara esterna, ampiamente alla portata, di sabato contro il Santarcangelo in quest’ottica si presenta come prima tappa fondamentale: centrare un successo significherebbe dare continuità alla vittoria con il Savona e affrontare con maggior serenità il cammino esterno pieno d’insidie che attende poi la Spal.
Andrea Tebaldi
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