Bakery aggrappata al talento infinito del suo “Sani Boy”
Il veterano Becirovic è il nuovo punto di riferimento La squadra cerca disperatamente i punti salvezza
FERRARA. Brutto ko a Verbania contro Omegna, mercoledì sera, per la Bakery Piacenza che domani sera attende la Mobyt. Alla terza gara in biancorosso, ancora nessun successo per Sani Becirovic. «A Verbania abbiamo rimediato una brutta sconfitta, anche se abbiamo giocato bene i primi 20’ - dice l’ex Milano, Treviso e Sassari -: eravamo in gara, dopo di che nel terzo periodo abbiamo rimediato un parziale troppo ampio, con palloni persi e poche idee in attacco. E anche poca difesa. Potevamo rientrare, ma ci sono mancate le energie».
Alla quarta battuta d’arresto in cinque gare diventa decisivo o quasi il match contro la Mobyt...
«Adesso ogni partita è importante e, per noi, quasi decisiva. Dentro di noi c’è della pressione, anche perché ci rendiamo ben conto della situazione».
Becirovic, come se ne esce?
«Dobbiamo ripartire dai primi 20’ a Verbania, continuando a lavorare duramente: ecco l’unica maniera per uscire dalla crisi. Bisogna credere che, prima o poi, le cose andranno meglio».
A Piacenza come si trova?
«Bene. Fisicamente sto bene e i miglioramenti si stanno vedendo. Sto dando tutto ciò che ho in questo momento, ma il difficile è che non abbiamo tempo per recuperare. Adesso ogni partita è cruciale: dobbiamo tirare fuori qualcosa di più del solito».
Al Pala Baker approderà una Mobyt in piena fiducia.
«Ferrara è in striscia positiva, sta migliorando e gioca bene. Per frenare la loro fiducia dovremo lavorare duramente in difesa: spero che domani finisca la striscia di Ferrara. Attenzione a Hasbrouck, loro punto di riferimento in attacco. Dal canto nostro dobbiamo metterlo in difficoltà, cercando di abbassare le sue percentuali al tiro: impossibile sarà limitarlo a pochi punti, ma se abbasseremo le percentuali al tiro di Hasbrouck buona parte del lavoro sarà fatta».
L’ importanza del pubblico in un match così importante?
«Conterà moltissimo. Contro Imola ci ha dato una mano per restare il più a lungo possibile in gara: chiedo un altro sforzo, anche perché ne abbiamo bisogno».
Gennaio 2010, fu ad un passo dall’arrivo a Ferrara, però poi scelse Milano.
«E’ stata una scelta normale a quel punto della mia carriera – ha chiuso “Sani Boy” -; è vero, fui vicino a Ferrara: avevamo parlato a lungo con l’allora dirigenza del Basket Club (Mascellani e Crovetti; ndr), anche perché avevo grande rispetto per coach Giorgio Valli. Alla fine ho scelto Milano e con Ferrara non se ne fece niente».(l.m.)
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