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Ferrara dà l’addio a Lenzi e gli dedica il campo scuola

di Sergio Armanino
Ferrara dà l’addio a Lenzi e gli dedica il campo scuola

Oggi il funerale, poi l’intitolazione: «È stata la sua seconda casa»

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FERRARA. È il giorno dell’ultimo saluto a Giampaolo Lenzi. La bara verrà esposta chiusa nella camera mortuaria di via Fossato di Mortara a partire dalle 15.15, quindi il corteo funebre partirà alle 15.45 per l’area crematoria della Certosa. Il funerale, per volontà dello stesso Giampaolo Lenzi, non avrà rito religioso. Ci sarà una sosta nella Sala del Commiato per un saluto, poi il feretro verrà cremato con successiva dispersione delle ceneri.

La moglie Vittoria e la figlia Silvia riceveranno l’abbraccio di tanti. È annunciata la presenza del gruppo storico dei maratoneti allenati dal professor Lenzi, capitanati da Massimo Magnani, che rappresenterà anche la Federatletica (oggi si riunisce il consiglio federale a Roma, il presidente Alfio Giomi non potrà quindi essere presente) assieme a Dino Ponchio, oggi capo di gabinetto della presidenza Fidal e amico personale di Giampaolo Lenzi, direttore tecnico del settore femminile della Fidal quando Lenzi era a capo di quello maschile. E poi i tanti campioni che il professore ha portato ai vertici internazionali (e non solo), quando, con Francesco Conconi, mise in piedi la scuola di maratona a Ferrara: da Orlando Pizzolato a Salvatore Bettiol, Laura Fogli, Emma Scaunich, fino al gruppo storico che iniziò l’avventura ferrarese della maratona. Ci saranno Luciano Gigliotti, allenatore di Bordin e Baldini, Vittorio Fontanella, quinto alle Olimpiadi di Mosca. Insomma, ci saranno in tanti a rappresentare il mondo dell’atletica.

Ma non solo. Ci sarà anche tanta gente comune, magari ex allievi di Lenzi, quando insegnava nelle scuole medie cittadine. Perché sono palpabili l’affetto e il rispetto dei ferraresi nei confronti dell’uomo. I sentimenti di stima nei confronti di Giampaolo Lenzi arrivano anzi tutto dalla sua città, dai suoi più stretti collaboratori, dai suoi ragazzi, quelli che ha cresciuto fino a farli trionfare nelle maratone più importanti al mondo, così come quelli che ha avviato alla pratica sportiva senza alcuna ambizione agonistica. Sentimenti che, naturalmente, hanno subito aperto il dibattito su come ricordare l’ex direttore tecnico della nazionale di atletica italiana nella sua Ferrara.

Scrive il professor Mario Testi su Facebook: «Il modo migliore per rendere onore alla memoria di Giampaolo Lenzi, una vita dedicata all’Atletica e alla corsa di lunga lena, sarebbe quello di realizzare presso la Casa del Boia (sulle Mura Estensi) “Il Museo del Podismo e della Maratona” a lui intestato. Un luogo dove ripercorrere e documentare la storia e l’evoluzione della maratona da Filippide/Spyridon Luis ai tempi nostri, attraverso foto, filmati, articoli, documenti, cimeli, trofei, indumenti, calzature e altro materiale di pertinenza tecnico-storica».

Una bella idea, senza dubbio, ma di difficile realizzazione in quei luoghi, sebbene da tenere presente. La maggior parte delle persone, però, gradirebbe un’altra intitolazione ed è questo il sentimento prevalente che ha colto l’assessore allo sport cittadino: «Purtroppo - ci dice Simone Merli - non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Giampaolo Lenzi, dico purtroppo con grande rammarico. Dalle parole dei tanti di questi giorni, da ciò che Massimo Magnani e Fausto Molinari mi hanno raccontato, penso d’aver perso un tratto fondamentale della nostra comunità. E me ne rammarico. Il campo scuola è stata la sua casa, la sua seconda casa, quella dei suoi ragazzi. Mi sembra giusto e condivisibile dare a quella casa il suo nome. Ma non solo per affetto: perché quel nome prosegua, perché le sue qualità vengano tramandate ai giovani di oggi. Non so se questa sarebbe stata la sua volontà, ma lo è dei tanti che oggi dimostrano affetto, gratitudine, amore, stima, riconoscenza nei suoi confronti. E io credo di doverli rappresentare e quel nome a quella casa, un segno indelebile per la città. Grazie, Prof.».

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