Lenzi salutato da tutti i suoi ragazzi
Ieri pomeriggio i funerali del padre dell’atletica ferrarese. Il ricordo di Magnani. Merli: «Gli intitoleremo il Campo Scuola»
FERRARA. Grande commozione, ieri pomeriggio, ai funerali di Giampaolo Lenzi: il padre dell'atletica leggera ferrarese. Un centanio di persone ha partecipato alle esequie del professore. Corteo partito dalla camera mortuaria di via Mortara e approdato in Certosa. Tanti i volti noti dello sport ferrarese e delle autorità civili: tra gli altri Luciana Pareschi delegato provinciale Coni, l'assessore Simone Merli, l'Atletica Estense, Massimo Magnani c.t. azzurro dell’atletica, gli amici e allievi di un tempo come Salvatore Bettiol con famiglia. E poi Pambianchi, Molinari, la Fogli e la Scaunich, Pizzolato, Benvenuti... Tutti assieme in un ultimo, commovente, abbraccio. Con le lacrime agli occhi, l'ultimo saluto per eccellenza è di Massimo Magnani: «Parlare di Lenzi non è facile – dice il c.t. -: lo voglio salutare partendo dalla testimonianza di due persone che lavoravano in Federazione, che mi hanno dato alcune righe scritte di loro pugno per ricordarlo. Si tratta delle impiegate in federazione Francesca e Pina, che chi frequenta gli uffici federali di sicuro ha incontrato almeno una volta. Riferiscono in poche, ma sentite righe, che Giampaolo era persona gentile, attenta al prossimo e ricca di umanità. Aveva uno spiccato lato sensibile che non passava certamente inosservato».
«Ora, leggendo queste righe - continua Magnani -, penso a lui come persona cara che a tutti coloro cui è stato vicino ha saputo trasmettere qualcosa. A questo punto non voglio essere patetico, so che lui non avrebbe voluto: era persona di poche parole e tanti fatti. Ricordo solo a chi mi ascolta che era uomo di valore, di sentimenti forti e da ogni suo gesto emergeva tutto questo. Fortunati coloro che hanno goduto di tutto questo incontrandolo». Magnani si ferma varie volte nel suo racconto tanto è il dolore per la perdita. «Personalmente, Giampaolo è stato un maestro, quasi un padre. Una persona che nella mia vita ha avuto un ruolo gigantesco e che mi ha insegnato a percorrere la mia strada nella corsa. Giampaolo ha saputo donare se stesso nei modi più imprevedibili, tanti suoi gesti me l'hanno fatto capire. E' stato un grande e come tutti i grandi non se ne andrà mai. Ci ha lasciato una grande eredità che noi tutti non dobbiamo disperdere».
Durante la cerimonia funebre non liturgica prende la parola un amico che aveva iniziato con lui in età giovanile l'avventura di atleta. «Abbiamo iniziato assieme sui 400 ostacoli che però non era la nostra specialità, ma l'abbiamo capito in seguito cimentandoci in altre discipline dell'atletica leggera. Era un grande, assolutamente, la sua presenza si faceva sentire anche quando non era materialmente lì con noi».
Poi arriva la grande notizia, forse la più attesa della giornata. Giunge tramite l'assessore allo sport Simone Merli: «Farò di tutto perché a Lenzi sia intitolato il Campo Scuola di via Porta Catena; di fatto la struttura ha già il nome di Giampaolo Lenzi, si tratta solo di concretizzare la denominazione da un punto di vista burocratico. Non passeranno dieci anni, come spesso purtroppo accade in queste circostanze, ma prometto sin da ora che tutto sarà fatto in tempi eccezionalmente rapidi. Non potrebbe essere altrimenti per quella che era di fatto la sua casa».
Corrado Magnoni
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