Con coach Martelossi la Mobyt vive nei quartieri nobili
Nelle otto gare gestite dal tecnico nessuno ha fatto meglio Rispunta Ebeling come presidente: «Per ora sono solo voci»
FERRARA. Ereditando la Mobyt dopo il day after, coach Martelossi - notoriamente ottimista - non avrebbe mai pensato di vivere “momenti di gloria” così intensi. Era il 9 dicembre dell’anno scorso, i biancazzurri avevano malinconicamente perso in casa contro Roseto. Allora confinato all’ultimo posto della Silver. Fu uno shock quel 62-69, che portò all’esonero di Furlani. Il presidente Bulgarelli scelse la via estrema: niente ricorso al mercato, semmai cambio di panchina. Quarantanove giorni dopo, la Mobyt respira aria di alta classifica. A stretto contatto con le big, nella graduatoria generale. Primissima se consideriamo le sole otto giornate della gestione Martelossi. Lo stesso gruppo che in trasferta le buscava sempre, ne ha vinte fuori quattro di fila. Ha complessivamente intascato sei match su otto, cedendo soltanto alle capolista Treviso e Treviglio. E con quest’ultima, invero, anche immeritatamente. Ne emerge, dunque, una situazione in cui l’entusiasmo dell’ambiente invade la prudenza di chi - dentro il team - ne ha viste tante e sa che la volata finale è costantemente condita da insidie. Già il mercato ha cambiato alcuni equilibri, in più nei mesi decisivi le pericolanti non sono nuove a far sgambetti figli delle motivazioni disperate. Contro squadre che, invece, sono sazie o pensano a preparare i playoff. In questo momento, Ferrara è nel mezzo: un filo indietro per mettere mani salde verso gli spareggi promozione (ma con un colpo di reni tutto è possibile), serena ma senza esagerare se guarda le zone basse.
Il presidente del futuro
Comunque sia, il presidente Bulgarelli si gode il momento. Intimamente soddisfatto per avere tenuto duro e non essere ricorso al mercato quando si sentiva tirato per la giacca. E febbraio è il periodo in cui si guarda anche al futuro assetto societario. Al riguardo, alla Nuova, il massimo dirigente aveva spiegato le mosse che teneva nel mazzo. Era il 14 gennaio, quando raccontò: «Confermerò tutto lo staff dirigenziale e tecnico, ma non posso restare solo. E per rendere ancora più solida la Pallacanestro Ferrara, e mettere il massimo delle risorse, uscirò dalle quote che ho nella Spal. Ho poi in animo di fare un passo indietro: io patron e un presidente come Ebeling al timone». Progetto rilanciato anche in questi giorni.
John e “Martello”
Ed ecco John Ebeling in copertina. Nell’amata Ferrara. «Beh, onorato di essere accostato ad una realtà così importante come la Mobyt - diceva ieri John -; al momento però sono solo voci esterne: chiacchiere. Non ho mai parlato di questo con Bulgarelli. Se il presidente ha un pensiero del genere mi fa piacere». Come dire: Bulgarelli è stuzzicato dall’idea e ne parlerà ai consiglieri prossimamente. Intanto, sul parquet, la squadra vola. «Furlani è un ottimo coach - dice Ebeling - ma non sempre un metodo di lavoro funziona con tutte le squadre. Indipendentemente dal valore del tecnico. I successi di Martelossi non mi meravigliano perché è uno in gamba e sa come muoversi».
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