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mondo arbitrale provinciale in subbuglio

Il presidente Spada si dimette Per ora subentra Droghetti

Il presidente Spada si dimette Per ora subentra Droghetti

FERRARA. Colpo di scena alla sede Aia (associazione italiana arbitri) di via Ortigara: il presidente Emiliano Spada dà le dimissioni per motivi personali. Apparentemente un fulmine a ciel sereno sul...

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FERRARA. Colpo di scena alla sede Aia (associazione italiana arbitri) di via Ortigara: il presidente Emiliano Spada dà le dimissioni per motivi personali. Apparentemente un fulmine a ciel sereno sul calcio dilettantistico ferrarese, che men che meno si aspettava di apprendere una notizia del genere. Il presidente uscente ha comunicato la sua decisione all’Aia regionale e soprattutto al presidente provinciale Figc Giovanni Aretusi per presa visione.

«Per correttezza Spada mi ha informato della sua decisione senza scendere nei particolari di tale sua scelta - dice Aretusi -; soltanto motivi personali alla base, nulla più da quel che so».

Per Spada, eletto nel maggio del 2012 e subentrato all’allora presidente Montanari, terminerebbe dunque qui il mandato alla direzione degli arbitri provinciali dopo nemmeno tre anni. Nella sua mission, la volontà continua di dar risalto a formazione e reclutamento di giovani arbitri. L’ingresso nelle scuole dell’autunno scorso aveva permesso alla nostra Aia di raccogliere numerosi consensi. Oggi, al suo posto come presidente dell’Aia di Ferrara, siede dunque il vicepresidente vicario Giampaolo Droghetti, come vuole il regolamento. Poi, successivamente, l’Aia di Bologna deciderà come intervenire e se indire nuove elezioni. L’addio di Spada, a quanto si è capito, non è revocabile e diventa difficile pensare anche in un rigetto delle sue dimissioni. A Bologna, i prossimi, saranno giorni frenetici per trovare una soluzione gradita a tutti. Di certo la notizia ha generato non poca sorpresa, in chi l’aveva conosciuto e aveva collaborato con lui, per la schiettezza nei rapporti umani col quale Spada si era distinto in questo triennio.

Corrado Magnoni

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