Spal, per Melandri si fa dura
Serie C. Non c’è intesa col Forlì, più facile che si vada su un’alternativa tra Giovinco, Lombardi e Rovini
FERRARA. La Spal è attivissima sul mercato, che sta vivendo i suoi giorni cruciali (e conclusivi: stop lunedì, 2 febbraio). Dopo aver perfezionato le cessioni delle punte Germinale (all’Alessandria) e De Cenco (al Pontedera) - che hanno fatto seguito a quelle di Ferretti (Matera) e Legittimo (Grosseto) - ed essersi assicurata i vari Nava, Zigoni, Gerbaudo, Cottafava e Pappaianni (quest’ultimo presentato proprio ieri), la società biancazzurra sta accelerando per concludere altre importanti trattative.
In primis l’acquisizione di una punta con caratteristiche diverse da quelle degli elementi attualmente in organico: brevilineo, veloce, con attitudine a saltare l’uomo e giocare in profondità. La prima scelta, come noto, è (o era) Daniele Melandri, classe 1988 del Forlì. Trattativa non facile, perchè i romagnoli non liberano il giocatore a costo zero. Ecco dunque che la Spal per arrivare all’attaccante vorrebbe prima trovare collocazione a Veratti e/o Capece. Il centravanti interessa a San Marino e Torres, che cercano un profilo di quel tipo. Il centrocampista, che ha chiesto di essere ceduto perchè desidera giocare, è stato offerto a varie società senza incontrare i giusti presupposti per la realizzazione dell’affare, visto che i club contattati o sono coperti nel ruolo o offrono contropartite, e la Spal - giustamente - non vuole appesantire l’organico con profili che non interessano. Le ultime ipotesi portano ad Ancona (a priori da scartare perchè anche i dorici replicano con un’ipotesi di scambio: il difensore ex spallino Cangi, dell’82, o il centrocampista Arcuri, classe 1985; non fanno al caso) e all’Arezzo: se i toscani accettassero Capece “secco”, allora si farebbe.
Tornando a Melandri, ieri il d.s. spallino Davide Vagnati non ha ricontattato il d.g. romagnolo Pedroni, e può essere un segnale. Il Forlì non accetta lo scambio con Finotto e, per contro, la richiesta economica dei biancorossi è trattabile (a 50.000 euro darebbero l’ok) ma non incontra l’assenso della Spal. Che così continua a valutare le alternative, individuabili sempre in quei quattro nomi: Giovinco (Pisa), Lombardi (Trapani/Lazio), Rovini (Empoli) e Moras (Udinese), con quest’ultimo apparentemente in calo.
Giovinco è un ’90, gli altri sono tutti classe 1995. In teoria si può pensare che arrivi un giovane, viste le indicazioni della proprietà, ma se la prima scelta è Melandri - dell’88 - allora può starci anche Giovinco che ha due anni in meno. Al tempo stesso è plausibile che il ragionamento sia “o Melandri o un ragazzo di prospettiva”. Melandri è quello che, nel rispetto delle caratteristiche cercate, ha anche più confidenza con il gol (e che confidenza: 24 reti nelle ultime due stagioni e mezza tra i professionisti) ed è nel “pieno”. Rovini non ha mai giocato in prima squadra, mentre Lombardi è alla prima esperienza tra i “grandi” (10 presenze in B a Trapani, con la Lazio ha il contratto fino al 2019), ma sono due ragazzi considerati di qualità e dal buon futuro, entrambi nazionali giovanili e con diverse richieste da squadre di Lega Pro.
La Spal a questo punto vedrà se riesce a bloccare una delle alternative, per poi magari tentare lunedì un ultimo assalto a Melandri, pronta però a chiudere con l’elemento già “fermato”.
Da segnalare intanto che il Gubbio, avversario dei biancazzurri domenica al “Paolo Mazza”, ha acquistato Gennaro Tutino, classe 1996, ala ambidestra di proprietà del Napoli che lo ha “ritirato” da Vicenza (era in prestito, praticamente non ha mai giocato e si è pure infortunato) per darlo agli umbri.
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