Niagara, serata da dimenticare E ko molto duro
Volley B1. Trento passa facilmente a Ferrara Coach Zambelli assente, estensi pessimi
FERRARA. Se la settimana scorsa c'era l'avversaria più forte e la sconfitta ci poteva stare, questa volta l'avversaria non era proprio scarsa ma una partita più combattuta era d'obbligo. Così la Niagara non solo perde, ma addirittura affonda, nel più profondo dei punteggi della sconfitta: 3-0 per Trento che non ruba nulla e vince meritatamente la sfida salvezza e l'ultimo turno dell'andata. La Niagara non ha fatto nulla di quello che doveva fare per vincere contro una squadra, non una corazzata. Non ha nemmeno iniziato a farlo. C'era da mettere in difficoltà gli avversari, da metterli sotto pressione, da non lasciargli occasione di potersi entusiasmare; compagine giovane e quindi piena di mezzi fisico-atletici e abbastanza incline a prendere il vento che tira. E il soffio buono è sempre stato dalla loro parte.
Se Gallotta è regolarmente in campo, come annunciato, la sorpresa è l'assenza di coach Andrea Zambelli (influenzato) in panchina. Responsabilità tutte sul vice Filippo Nobili, con accanto la team manager Alessandra Principi e probabilmente qualche suggerimento via etere dalla casa del coach. Se un appunto si può muovere, con Nobili ci saremmo aspettati un comportamento un po' più spregiudicato: nel primo set ci stavano un paio di cambi, almeno nel finale. Ma anche nel secondo, perché la deriva era ormai chiara. E nel terzo, a partita compromessa, ad armi già abbassate, con quattro giocatori diversi dal sestetto base, è arrivato anche l'unico break di quattro punti (ma anche tre non si sono mai visti) consecutivi a favore della Niagara. Che può essere benissimo un caso, ma anche no. I granata non sono mai stati in vantaggio ma neanche a un punto di distacco, se si eccettuano le prime battute di primo e terzo set. Nel primo set, male l'attacco: non errori diretti, ma tanti muri subiti (16 alla fine) e poca efficacia. Trento sbaglia anche 6 attacchi e 1 battuta, ma la Niagara non ne approfitta: Gallotta pare piuttosto cauto nei movimenti, solo Francescato non basta. Monari si riprende alla fine, Smanio è non pervenuto (e lo sarà anche nel secondo). Govoni non distribuisce male il gioco ma è difficile capire che fare. I parziali del secondo set sono fotocopia: 8-4 e 16-13 le sospensioni tecniche. La Niagara fa bene una cosa, ma subito dopo Trento ne fa due. Niente da fare. Nel terzo, stesso andamento (4-8 e 9-16). La Niagara scalda il pubblico solo con Baldazzi, Moschetti (entrato già nel secondo set), Vaccari e Simone Zambelli in campo, che danno vita al mini break già citato. Unico fremito di una cupa serata, da dimenticare in fretta e passare oltre.
Raffaele Ziosi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
