Cottafava perentorio «Avvio complicato Bravi a compattarci»
Il difensore spallino: importante non aver subìto gol «Adesso si può migliorare sotto ogni punto di vista»
FERRARA. Quattro partite consecutive (considerando la Coppa Italia) senza gol subìti. Un traguardo importante per la retroguardia spallina che al Gubbio ha concesso una sola occasione nella ripresa. Rispetto alla gara con il Santarcangelo, è notevolmente cresciuta la condizione di Marcello Cottafava, autore di diverse chiusure importanti: «L'impatto con la partita non è stato facile - esordisce il difensore - , sia per demerito nostro, ma anche per merito dei nostri avversari che in particolare con gli esterni ci hanno creato qualche difficoltà. Siamo stati bravi a compattarci e con grande carattere abbiamo trovato il gol, sfiorando poi anche il secondo. È stato molto importante non subire gol. Il merito non è solamente dei tre centrali di difesa, ma di tutta la squadra».
Cottafava elogia ulteriormente i compagni: «Questa è una rosa composta da giocatori molto promettenti che stanno facendo bene. Ne abbiamo avuto la conferma anche nella partita di Coppa Italia contro il Bassano, dove sono scesi in campo giocatori che erano stati meno impiegati. Il fatto di avere una rosa ampia rappresenta un valore aggiunto per affrontare un campionato difficile come questo».
È una Spal che ha ancora ampi margini di miglioramento: «Sono convinto che si possa migliorare sotto tutti i punti di vista. Contro il Gubbio abbiamo sbagliato molto in fase di appoggio e di costruzione, ma ci siamo imposti di giocare di più la palla perché questa squadra ha delle buone qualità tecniche. Ora dovremo proseguire su questa strada».
In vista del prossimo impegno contro l'Ascoli, il neodifensore spallino ha le idee chiare, la Spal dovrà puntare ai tre punti: «Giocheremo con la prima della classe, una squadra con valori molto importanti. Dovremo preparare al meglio questa partita, consapevoli delle nostre possibilità. Il nostro intento è quello di affrontare partita dopo partita con la voglia di andare a vincere ovunque».
Andrea Benazzi
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