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Mobyt, stavolta lo sprint è super

di Marco Nagliati
Mobyt, stavolta lo sprint è super

Come contro Treviglio l’epilogo è in volata ma l’amaro è tutto per Omegna. E Ferrara vola

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FERRARA. Talvolta, le lezioni servono. Beffata da Treviglio due settimane fa, al termine di un’estenuante battaglia di 50’, ieri la Mobyt ha tenuto il fattore campo e - di fatto - ha compiuto il salto di qualità. Le quattro vittorie in trasferta dell’ultimo periodo avevano costruito la catapulta giusta, la gara con Omegna era quella spartiacque. Imporsi e salire ad ampie falcate la classifica, oppure “rassegnarsi” ad una stagione di medio-alto livello. Al Pala Hilton Pharma è stato match così così sul piano estetico, decisamente gladiatorio come impatto fisico. Fino a metà terzo quarto arbitraggio un filino squilibrato e Mobyt dolente. Omegna dapprima è rimasta in partita, poi ha messo la freccia (58-60 al 33’). Lì il metro è cambiato, i contatti (pure quelli veniali) sono stati sanzionati anche agli ospiti. Ferrara ha ripreso il filo del gioco. E s’è imposta con gli ultimi 5’ lucidissimi. Pieni di coraggio usato a piene mani da Martelossi, che si gioca i palpiti decisivi con tanti giovani: Bottioni a far rifiatare Ferri (poi il capitano rientrerà e non sbaglierà un colpo anche perché non esausto). Soprattutto non toglie Huff, che un po’ nel faccia a faccia con Conger barcolla ma all’ultimo lui (Troy) è sul parquet a “sporcare” tutti i palloni, l’altro (Conger) è in panca. E, ri-soprattutto, tiene nel cuore dell’area Pipitone che risulta decisivo sul satanasso Iannuzzi (che tanto aveva fatto soffrire Benfatto): le lunghe braccia da airone del pivot ferrarese sono una bella diga. E pure davanti Pipitone è una “presenza”.

Così, dal 62-62 del 35’ il mini supplementare è mentalmente dominato dalla Mobyt. Sette liberi per il primo strattone (6 di Ferri e 1 di Pipitone), una tripla di Hasbrouck (la prima dopo un 0/6 che arriva nel momento giusto) e un assist al bacio di Hasbrouck per il cesto di Benfatto rientrato per (guarda come cambiano le cose) dare respiro a Pipitone. Altri 2 Hasbrouck con veronica. Arriva il “+7” Mobyt (76-69), perché anche dietro è tutto un mulinare: Hasbrouck bracca un ottimo Saddler (e gli scippa un paio di palloni), Ferri e Huff stanno a gambe basse e non si fanno battere nell’uno contro uno. Casadei, un passo dietro, dirige il traffico con intelligenza. Mano calda e cuore freddo, Ferrara vince così: trovando l’alchimia giusta tra l’energia giovane e la grinta matura dei veterani. All’appello manca solo Castelli: chissà perché proprio non si sblocca.

Nel finale ancora due liberi di Ferri scacciano la paura sulla tripla a occhi chiusi di Saddler (76-72); ed un “jump” di Hasbrouck dà pure la differenza canestri a favore (a Omegna estensi piegati di 7: 81-74). Finisce col senso di essersi regalati una parte di stagione dal sapore intenso. Perché adesso la Mobyt è terza a soli due punti dalla coppia delle seconde formate da Ravenna e Treviglio. Con lo stesso organico di dicembre, coach Martelossi ha fatto uscire i biancazzurri dalle sabbie mobili della depressione. Vincendo sfide difficilissime. Anche quella di ieri non era scontata. Nonostante il buon avvio. Sotto è stata subito dura per Benfatto con Iannuzzi (comunque “Benfa” è rimasto in trincea e qualche colpo l’ha rifilato pure lui), quindi la Mobyt s’è affidata (troppo) al tiro perimetrale. Appena le percentuali sono calate, c’è stata sofferenza. Iannuzzi a insaccare da sotto e dalla media, anche se chiuso all’angolo; Saddler a fare scorribande. Nel secondo quarto, la Mobyt ha finalmente cambiato copione: incursioni fino al ferro a testa bassa. Duri. Convinti. E aggressività a rimbalzo (32-24 al 15’). Ci sono “fischi” fuori equilibrio, i biancazzurri si smarriscono un filo. Ma appena si torna a giocare dentro, “uno contro uno”, si segna: 2 Benfatto, 2 Hasbrouck, 2 Casadei. All’intervallo 38-32. Il ritorno in campo è adrenalinico (Conger punta di brutto Huff), confuso. Arbitraggio così così. È punto a punto (56-55 al 30’), fino a 5’ dalla sirena. Poi c’è tanta Mobyt.

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