Serie sì, +6 sui play out e fattore Rovini
Le cifre attestano una crescita che l’ottimo baby potrà accrescere
FERRARA. Parola alle cifre: tre risultati utili consecutivi, 2 vittorie e 1 pareggio, 3 gol segnati e nessuno subìto, 7 punti conquistati su 9 disponibili. E nel computo non inseriamo la Coppa Italia (successo 2-0 sul Bassano) che pure contribuisce ad una connotazione ulteriormente positiva dell’andamento biancazzurro.
I numeri attestano la crescita della Spal. Che ora si è portata a +6 sui play out. Non diciamo che il discorso salvezza è risolto, perchè questo campionato ci ha abituati a tutto ed al contrario di tutto, ma vista anche la pochezza altrui (di Savona e Pistoiese in primis, sempre più in picchiata) c’è da essere fiduciosi.
Spal lievitata. Quanto, come, perchè e con quali ulteriori margini di progresso è da vedere. Servono altri segnali, serve un’aggiunta di continuità, va sicuramente migliorata l’espressione di gioco. Si può aggiungere che resta il difetto della scarsa mobilità e complementarità dei centrali (Silvestri è il più tonico), che Nava non sta convincendo sia in fase difensiva che come proposizione (il meglio lo ha fatto a destra a Santarcangelo, ma è stato preso per giocare a sinistra), che il centrocampo ieri è globalmente mancato in ritmo e che Togni ha sbagliato moltissimo, che la citata poca mobilità riguarda anche gli attaccanti, con Fioretti e Zigoni chiaramente non assortiti bene.
Vanno però doverosamente colti e sottolineati anche i punti positivi. Mantenere la porta inviolata per tre gare consecutive è segnale importante, non estraneo al ritorno alla difesa “a cinque”. Lazzari a destra in tale modulo, come nella scorsa stagione, dà il meglio ed è pedina preziosissima. Di Quinzio ha alzato il tasso qualitativo della squadra. E la questione della compatibilità del tandem offensivo è facilmente risolvibile (al di là degli sviluppi di mercato di cui ci occupiamo a parte) con l’inserimento del giovane Rovini. Ieri, due giorni dopo il suo arrivo, in quindici minuti ha fatto vedere di possedere tanta qualità, tecnica, rapidità, intuizioni, pericolosità e una dote che si ha o non si ha indipendentemente dalla carta d’identità: la personalità. Lui ne ha a iosa, non ha paura di farsi dare il pallone, si fa vedere, tenta la giocata. E si sposa benissimo con uno Zigoni che non potrà che giovarsi di un partner simile. E che intanto, non brillando (anche per i motivi tattici citati), segna e decide. (p.n.)
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