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Mobyt, ora c’è aria di alta montagna «Niente obiettivi»

di Marco Nagliati
Mobyt, ora c’è aria di alta montagna «Niente obiettivi»

Basket A2 Silver. I biancazzurri sono a ridosso delle prime Seravalli: «Pensiamo solo al gusto di crescere in ogni gara»

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FERRARA. Com’è l’aria di alta montagna? Il vice coach Alberto Seravalli sorride, tenderebbe a cambiare discorso. Fatto è che i numeri non sempre sono opinioni e che la Mobyt è terza in classifica: a due punti dalle seconde e a quattro dalla capolista Treviso. Tutto aperto, insomma. I due mesi di coach Martelossi sono farciti di sette vinte su nove, sei successi nelle ultime sette gare. Nessuno, in Silver, ha fatto meglio. The Hammer la spiega con tocco lieve: «Il primo mese è servito per capire la squadra e fare qualche rattoppo. Il secondo per evitare gli ultimi posti. Il terzo? Vedremo». Seravalli, lei che è il braccio destro del coach, che vede nella sfera di cristallo? «Intanto va detto che siamo contenti del lavoro fatto, soprattutto perché ci siamo sbloccati in trasferta. Il periodo che ci siamo lasciati alle spalle era molto temuto, con tutti quei viaggi in calendario. È andata benone: abbiamo piegato avversari che poi, adesso, stanno battendo tutte le prime». E in casa la Mobyt ha sempre viaggiato sull’affilato filo del rasoio... «Con Treviglio ci è girato tutto storto - precisa Seravalli -, ma quell’esperienza è poi servita domenica contro Omegna. La squadra è stata matura, attenta ai dettagli. Non a caso abbiamo ribaltato pure la differenza canestri».

I quasi sessanti giorni che hanno cambiato colore al cielo Mobyt, come sono nati? Seravalli prova a spiegare la svolta: «Il lavoro è stato improntato sugli aspetti mentali. La consapevolezza dei propri mezzi, la fiducia nel fare certe cose. E, soprattutto, costanza e continuità. Non esaltarsi se si parte bene e quindi niente relax; così come non abbattersi se gli avversari fanno canestri di talento e quindi non smettere di giocare. Ora, infatti, prendiamo un po’ meno break».

Come ci si poteva aspettare, Martelossi ha rispettato la tradizione che lo vuole abile a maneggiare i giovani. Huff è più affidabile, Bottioni e Pipitone stanno ritagliandosi minuti di abbondante efficacia. «Ragionando nei termini semplici ma concreti di cui si diceva prima - sottolinea Seravalli -, è tutto un po’ più facile anche per Huff. E non abbiamo mai avuto dubbi sulle qualità di Bottioni e Pipitone. Certo, all’inizio l’amalgama di squadra faticava ad uscire: non potevano essere i giovani a ribaltare le cose. Stanno lavorando bene, le cose sono cambiate a livello generale, e anche loro hanno maggiore minutaggio».

Si riprende la via della palestra: che dirà lo staff alla squadra? «Niente ragionamenti a medio termine. Non guardiamo alla classifica né si parla di obiettivi. Concentrati gara per gara, una alla volta. Deve esserci il gusto e il piacere di lavorare sempre per la crescita del gruppo». Domenica il tour fa tappa a Matera.

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