La Mobyt va a Matera per riprendersi i due punti
Occasione propizia per un altro colpo corsaro, ma il Pala Sassi sarà caldo
FERRARA. La Mobyt aveva un obiettivo: passare indenne un gennaio di fuoco, pieno zeppo di trasferte e mille pericoli. Non solo l’ha fatto, ma è andata oltre. È riuscita a rilanciarsi in un campionato difficile, equilibrato e con squadre altamente competitive. Sfatato il tabù trasferta, e ritrovato il sorriso in casa, ora Ferrara vuole entrare in una nuova fase della propria stagione: correre per i primi posti della classifica. Senza porsi limiti, i biancazzurri vogliono giocarsi tutte le loro chance.
Altro obiettivo possibile, visti i valori in campo e la qualità del gioco espresso dalla squadra di coach Martelossi. Completata la metamorfosi, alleggerita la mente e trovato un nuovo assetto offensivo, la Mobyt ora proverà a recuperare qualche altra posizione di classifica. Ecco che, dopo il passo falso interno contro Treviglio, deve cercare di fare un colpo in trasferta. E questa sera (palla a due alle 18 al Pala Sassi con diretta sulla web radio della società), a Matera, l’occasione è ghiotta.
All’andata la Mobyt fece una delle classiche incompiute, perdendo una gara già vinta. Erano i primi segnali di crisi nella gestione Furlani. Ora le cose sono cambiate e Ferrara pensa a rimettersi in tasca quei punti persi all’andata.
«Matera - racconta alla vigilia il veterano Casadei - è storicamente un campo ostico. In casa nostra all’andata abbiamo perso una gara sanguinosa. Di sicuro andremo là con l’atteggiamento giusto».
Promessa che Ferrara dovrà mantenere, consapevole anche di un rendimento in trasferta decisamente migliorato. Lo raccontano le vittorie a Latina, Scafati, Imola e Piacenza. Quattro perle nel ruolino di marcia dei biancazzurri.
Martelossi ha ben chiaro in testa quale dev’essere l’atteggiamento dei suoi, sia sotto un punto di vista tecnico sia mentale: «Matera è una squadra che ha raggiunto un equilibrio più consistente con i nuovi arrivi e con l’acquisizione di personalità di Greene. Poi c’è un aspetto mentale: loro hanno volontà e necessità di vincere. Classicamente, si tratta della partita più difficile al mondo. Per noi - ammonisce il coach - sarà un bel banco di prova sul piano tecnico, per via di accoppiamenti non semplici, e da un punto di vista mentale: serve un approccio intelligente. Il pensiero non deve essere rivolto né alla classifica, né alla partita dell’andata, ma solo a ciò che può darci in prospettiva».
Una prospettiva che Martelossi con i suoi giocatori stanno costruendo settimana dopo settimana e che sta dando risultati concreti. Ma vietato fermarsi: «Matera in casa - sottolinea Casadei - è una squadra molto pericolosa. Hanno arricchito il roster, aggiunto due giocatori di grande talento, e sembra abbiano trovato l’assetto giusto».
I giocatori in questione sono Caroldi e Migliori, due esperti della categoria. In due, il loro apporto di media a partita è di 21 punti, che si va a inserire in un sistema di gioco che ha in Josh Green il principale terminale offensivo (19 punti), oltre all’altro Usa Richard che però oggi potrebbe non esserci per via di un problema alla mano.
La posizione in classifica della Bawer non deve trarre in inganno, per una squadra in crescita, che ha perso le ultime due partite, ma vinto le precedenti tre, ma che nelle gare interne è davvero un osso duro. Per questo la Mobyt deve tenere alta la guardia e non pensare che quanto fatto finora la aiuti a vincere anche questa sera. Serve l’umiltà di sempre e la voglia di sbucciarsi le ginocchia, in un campionato che, entrando nella sua fase cruciale, è sempre più duro. Il livello fisico del gioco s’è alzato e anche il metro arbitrale sarà più permissivo. Per questo la Mobyt dev’essere pronta a tutto, senza perdere la bussola. Del resto, l’assetto tattico disegnato da Martelossi è multidimensionale e quindi le soluzioni offensive sono molteplici.
E poi la Mobyt non sarà sola: 6 inguaribili tifosi al seguito per sostenere Ferri e compagni.
Mauro Cavina
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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