La regina Galassi non cede il trono «E adesso il mondiale qui a Ferrara»
FERRARA. Al termine del match che l’ha vista vincere con verdetto unanime sulla sua sfidante, la piemontese Loredana Piazza, il volto di Simona Galassi è la quintessenza della felicità. In una...
FERRARA. Al termine del match che l’ha vista vincere con verdetto unanime sulla sua sfidante, la piemontese Loredana Piazza, il volto di Simona Galassi è la quintessenza della felicità. In una magnifica serata di sport magistralmente organizzata e davanti a una grande cornice di pubblico, la Regina di Romagna, così com’è conosciuta nel panorama del pugilato italiano la forlivese alieva di Alessandro Duran, ha mantenuto la sua corona di campionessa europea dei pesi mosca, prevalendo ai punti con verdetto unanime (tutti e tre i giudici si sono infatti espressi in suo favore) ed è più che mai lanciata verso nuovi traguardi, che sicuramente la vedranno protagonista.
«Sono assolutamente soddisfatta per questo verdetto - sono le prime parole della Galassi - e ringrazio tutto il pubblico di Ferrara per come mi ha accolta e incitata. Era un match delicato e molto importante».
La sua avversaria, nonostante siano amiche, era particolarmente agguerrita: «È vero. Loredana è una bravissima atleta, che stimo molto, con un grande carattere, grandi doti fisiche e una gran voglia di combattere. Tra le altre cose, è tornata sul ring da qualche mese, prima è stata ferma per maternità».
Già, appena 5 mesi di stop per la torinese, poi un match di rientro a dicembre e, sabato, l’assalto alla cintura continentale. Che, però, è rimasta stretta sui fianchi della Galassi: «Una dedica? A caldo è difficile. In primis a mio padre, che mi è sempre vicino, è il mio primo tifoso. Ma non voglio dimenticare anche tutto il mio staff, che mi supporta e mi sta portando dove voglio io, e cioè a combattere per il titolo mondiale. Con loro io sono serena e posso andare avanti tranquilla».
Già, il mondiale, l’ultimo sogno di un’atleta non più giovanissima: «Forse lo farò qui a Ferrara tra la fine di aarzo e l’inizio di aprile».
Gabriele Sbattella
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