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«Vedo accanimento contro dirigenti e club del mondo dilettanti»

di Davide Bonesi
«Vedo accanimento contro dirigenti e club del mondo dilettanti»

Paolo Braiati, presidente del Crer, analizza la situazione E lancia varie idee fra allenatori, defibrillazione e salute

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FERRARA. La sosta (forzata) dei campionati è sempre un buon momento per fare il punto della situazione del calcio, in regione e nella nostra provincia.

Nostro interlocutore Paolo Braiati, primo presidente ferrarese della Figc regionale.

«I problemi ci sono sempre - spiega -, i dirigenti vanno capiti. Gestire una società oggi è molto più difficile di 10 anni fa, anche se è piccola. Indubbiamente hanno commessi errori, ma questo accanimento in tutto e su tutto non lo capisco. Ovviamente parlo dei controlli, gli errori fiscali vanno pagati, ma certe multe per fatti e cifre ridicole non riesco a capirle. A questo aggiungiamo i problemi generali in Italia: i Comuni che danno sempre meno e alcuni che addirittura speculano sui campi sportivi. Poi, però, mi fa rabbia che alcuni mesi fa abbiamo mandato a tutte le società un questionario per capire gli errori che si commettevano e vedere di risolverli, in particolare per rimborsi spese e fatturazioni, ma in tutta regione abbiamo ricevuto solo sette risposte».

La novità di quest’anno sono i play off, aspettative?

«Mi aspetto due cose. La prima è che ci sia interesse sino alla fine dei campionati, poi chiaro non si risolvono tutte le situazioni ma questo dovrebbe consentirlo. Ad esempio in Prima categoria la prima è promossa, poi quattro ai play off, una che retrocede direttamente e altre quattro vanno ai play out, quindi 10 squadre su 16 sono in gioco. Secondo punto: gli spareggi allungavano molto la stagione, soprattutto a livello di Seconda categoria, così si eliminano ulteriori code, è il campo a decidere e si risolve la questione ripescaggi (saranno pochi quest’anno): perché conterà il piazzamento finale e anche i punti ottenuti per il confronto con gli altri gironi».

I dirigenti stanno aspettando i play off, ma gli umori sono buoni e credo ci sia aspettativa di capire come funzioneranno nel concreto. Poi si tratta di due partite, magari anche piene di pubblico, quindi non uno sforzo troppo grande per le società. Sperimentare penso vada sempre bene.

Il calcio estense come sta?

«Da noi ci sono problemi economici non indifferenti, purtroppo faticano tanti club, specie quelli delle categorie maggiori. Abbiamo dirigenti e tecnici bravi, ma soffriamo a livello giovanile perché non si lavora in modo profondo. Poi la novità delle Accademie sta creando problemi, non solo a Ferrara sia chiaro, ma ovunque sono nate. E resta il problema di fondo: si guarda solo ai numeri, non alla qualità».

Quest’anno si è giocato la prima di ritorno prima di Natale, utile in ottica recuperi...

«Il calendario ci ha permesso di farlo, speriamo di riuscirci ancora, perché con i gironi a 18 non ci sono alternative».

Sembra di vedere però una certa apatia generale nelle società: solo colpa della crisi?

«Abbiamo in mente alcune iniziative da proporre, ma è chiaramente fondamentale la partecipazione. La prima iniziativa è nazionale, ne parliamo lunedì (domani, ndr) in consiglio. È una campagna di educazione alimentare,“Nutrizione è salute”, indirizzata al calcio dilettantistico e anche pensando a questo, mi domando perché ci sia questo accanimento nel confronto del nostro movimento... Poi continueremo a parlare di defibrillazione, con incontri in cui spiegare cosa fare e le responsabilità dei dirigenti. Poi sul fisco siamo già partiti da Forlì con riunioni che faremo in tutte la province, per dare consigli utili ai dirigenti. Abbiamo anche tante idee per il settore giovanile e speriamo di eliminare l’obbligo di avere l’allenatore patentato in Terza categoria: si deve tornare al passato».

Cosa pensa delle dimissioni di Spada all’Aia di Ferrara?

«Non conosco la situazione, dico solo, e non è la prima volta, che le elezioni negli arbitri sono dannose, perché dovrebbero lavorare insieme, invece queste creano spaccature».

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