Sport e volontariato piangono la morte del mitico Govoni
Nella sua casa a XII Morelli è deceduto l’80enne presidente I ricordi del collega spallino Mattioli e degli amici di una vita. Funerali fissati per giovedì alle 15 nella chiesa del suo paese
Difficile scrivere quando ci lascia un amico. Un compagno (non in senso politico, non avrebbe gradito...) di tante avventure, ugualmente stimato nel mondo della scuola, dell’imprenditoria, dello sport e dell’associazionismo. Ieri pomeriggio nella sua abitazione a XII Morelli è deceduto Ermes Govoni, 80enne vedovo, ex insegnante e preside di scuola ma, soprattutto, per trent’anni simbolo dello sport nel suo paese e non solo, riuscendo a far coesistere le sue grandi passioni per il calcio ed il ciclismo. Nella mattinata era andato con un amico a controllare la sua casa al mare, a Lido Pomposa, tornato a casa si è messo a letto a riposare e lì un infarto ha interrotto una vita “ricca”.
Sì, perché Ermes aveva idee e “faceva”, come ha commentato l’amico Walter Mattioli. In trent’anni è lunghissimo l’elenco di risultati ottenuti, sul campo con il XII Morelli calcio e la Ciclistica (che aveva di fatto rifondato e ancora guidava), nel volontariato con le iniziative per il proprio paese e la celeberrima “Sagra del salame alla brace”, passando per eventi (le grandiose feste di San Valentino a Pieve di Cento e Finale Emilia, la corsa ciclistica XII Morelli-Zocca), spesso a scopo benefico, come quelli organizzati con gli amici del gruppo “Quarto Tempo”.
«Un amico nello sport e nella vita - dice Walter Mattioli, presidente della Spal -; con lui e l’altro grande Nevio Pampolini creammo quel gruppo, il Cif, che scombussolò le gerarchie del calcio in regione. Era sempre pronto a partecipare, dando il suo contributo sempre pensando a XII Morelli».
Suo compagno di mille avventure (non a caso erano soprannominati cane e gatto) Orlando Simonati, presidente del Reno Centese: «Ho voluto vederlo per salutarlo un’ultima volta. Ha lasciato un buon segno, personalmente perdo un fratello: per trent’anni siamo stati insieme praticamente tutti i giorni. È l’unico presidente fra i tanti che conosco che ha sempre fatto quadrare tutte le cose: trovava sponsor, volontari e aiuti di tutti i tipi. Con lui ho condiviso dolori, gioie, sport e passioni. Mi mancherà... anzi, mi manca già».
Altro vecchio compagno di avventure è Vincenzo Ardizzoni, consigliere del Crer: «Che brutto scherzo ci ha giocato. Siamo tutti tristi e anche se ultimamente non era stato bene di salute, nessuno si aspettava questo. Era una brava persona, con cui era bello stare in compagnia. Ha fatto bene nello sport e nel volontariato, facendosi apprezzare da tutti e, soprattutto, aiutando chiunque ne aveva bisogno».
Nell’ultimo periodo, convissuto con problemi all’anca (che aveva aggravato i danni del brutto investimento subìto mentre seguiva una gara di ciclismo e lo costringeva ad usare il bastone), aveva avuto vicino i componenti del “Quarto Tempo”: «Abbiamo perso un amico e un compagno di tante avventure - commenta il segretario Pier Antonio Gatti -; era fra i più attivi e propositivi, senza retorica. A me lascia un grande vuoto, ma anche una grande gioia: quella di averlo conosciuto...».
Intanto, sono stati fissati i funerali: ci saranno giovedì alle 15 nella chiesa di XII Morelli.
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