La Nuova Ferrara

Sport

La Mobyt ora lotta per il grande sogno

La Mobyt ora lotta per il grande sogno

Domani contro Reggio inseguendo un posto playoff

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Sono i sogni a dare forma al mondo. E la Mobyt prova a sognare. Ora può farlo perché sta vivendo un momento magico che non è frutto del caso, ma di un lavoro serio e rigoroso che è stato fatto in questi mesi e che ha portato a risultati concreti. Un sogno, quello di entrare nella griglia playoff, che fino a un mese fa non era nemmeno immaginabile, che ora però la Pallacanestro Ferrara può cullare legittimamente. «Sarebbe stupido non provarci» dice, senza nascondersi, il direttore sportivo Andrea Pulidori. Sarebbe un risultato eccezionale e che premierebbe il lavoro che ogni singolo elemento della società, nel proprio ruolo, ha svolto da inizio stagione. Poi, è ovvio, che arrivare alla matematica certezza di entrare nella A2 unica è un risultato che va al di là del semplice successo stagionale, bensì completa un percorso che Bulgarelli ha iniziato quattro anni fa. Un cammino iniziato in B2 e che ora si sta per concludere dove il presidente voleva. Ovvero riportare Ferrara nel secondo campionato nazionale, quello dov’era il Basket Club di Roberto Mascellani.

La salvezza nella A2 Silver è ormai ad un passo. «Lo siamo ormai al 95%. Ovvio, con quattro punti in più saremmo più tranquilli, ma il discorso salvezza ormai è cosa fatta. Ma arrivati fin qui sarebbe stupido non provare a entrare nei playoff, ovvero in una delle prime quattro posizioni di classifica. Il campionato è molto equilibrato, ci sono sette squadre in quattro punti. La classifica è molto compatta e tra l’ultimo posto e il primo ci sono dieci punti di differenza, che dopo ventuno partite sono davvero pochi».

Se la Mobyt dovesse farcela ad entrare nei playoff, giocherebbe per la promozione in A1. «Giocheremmo per un’utopia. Non credo, con tutto il rispetto, che Ferrara sia pronta per un salto così grande; soprattutto per quanto riguarda le risorse necessarie. Ma nessuno va in campo per perdere, quindi se arriveremo ai playoff ci giocheremo tutte le nostre possibilità. In Gold ci sono squadre molto difficili da battere, ma un turno possiamo giocarcelo». Intanto, la Mobyt si gode il suo momento magico fatto anche di cinque vittorie in trasferta. Un traguardo che ha dell’incredibile per una squadra che in viaggio non ha vinto per undici, lunghissimi mesi. «La chiave di volta è stata la vittoria di Scafati - racconta Pulidori -. Se a Latina avevamo vinto forse come reazione ad una gara giocata non troppo bene contro Legnano, a Scafati abbiamo fatto davvero un’ottima gara. Lì abbiamo preso consapevolezza della nostra forza. Poi c’è stata forse la miglior partita di Martelossi, quella contro Treviglio, che purtroppo ci ha visto uscire sconfitti dopo due supplementari. Ma nella mente dei giocatori ha cominciato a crescere la fiducia. Vincere aiuta a vincere: è una verità, non un gioco di parole. A Imola e Piacenza abbiamo vinto sapendo di essere più forti, ma abbiamo eliminato quei break che caratterizzavano le nostre partite. Abbiamo trovato serenità e si è concretizzata quella crescita che attendavamo da inizio stagione. In campo i giocatori hanno cominciato a sopportarsi, ma anche a supportarsi. Abbiamo fatto enormi progressi sotto il profilo mentale e della compattezza del gruppo».

E ora cosa manca? «Lo spartiacque sarà la partita di domani con Reggio Calabria. La Viola ha un buon potenziale offensivo, si è rinforzata rispetto all’andata e verrà a Ferrara con il coltello tra i denti. Per noi la gara è molto importante perché vincere vorrebbe dire mettersi dietro un’avversaria e affrontare con energia le altre gare. Di qui alla fine avremo gli scontri diretti in casa: abbiamo il supporto del pubblico, ma anche la pressione di dover vincere. Quindi sarà importante restare concentrati».

Il presidente Bulgarelli ha messo energia nell’ambiente. Dato fiducia, guardato avanti e acceso una luce su quel che sta accadendo. C’è da andare in campo per vincere, ma si pensa anche alla prossima stagione. «Abbiamo il migliore giocatore della lega (Hasbrouck; ndr): non c’è dubbio. Confermarlo sarebbe bellissimo, ma bisogna lavorarci. Per ora ho fatto qualche telefonata».

Mauro Cavina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google