Parma, giocatori pronti alla messa in mora
PARMA. «I bonifici? No, non sono partiti. Anzi, non le dico nulla perché per scaramanzia comunicherò solo quando saranno arrivati». Parla così Giampietro Manenti, il nuovo presidente del Parma, il...
PARMA. «I bonifici? No, non sono partiti. Anzi, non le dico nulla perché per scaramanzia comunicherò solo quando saranno arrivati». Parla così Giampietro Manenti, il nuovo presidente del Parma, il giorno dopo le promesse fatte in conferenza stampa ai tifosi crociati e, soprattutto, a dipendenti e calciatori. La data del 16 febbraio, termine ultimo per il pagamento dei tesserati e delle pendenze fiscali, è dietro l'angolo e, per rispettarla, ieri Manenti aveva detto di essere pronto a far scattare i bonifici «con la disponibilità di diversi istituti bancari italiani».
Il numero uno ducale aveva aggiunto che i pagamenti «sarebbero partiti già questo pomeriggio o al massimo domani mattina», cioè ieri. Per ora nei conti correnti dei beneficiari non c'è traccia, ma nemmeno sarebbe stato prodotto un documento per rassicurare tutti che entro lunedì andrà a buon fine la transazione bancaria.
Non resta insomma che aspettare ancora anche se i giocatori hanno confermato di essere pronti a mettere in mora la società nel caso di un nuovo nulla di fatto. «Ci dobbiamo tutelare dopo tutti questi mesi di attesa - ha commentato Massimo Gobbi -. Alla società abbiamo fatto presente che quella è la data più importante per il nostro futuro e non ci saranno ulteriori proroghe. È tutto predisposto con la nostra associazione, l'Aic». Una situazione complicata, che rischia di compromettere il futuro di uno dei club più prestigiosi dell’intera nazione.
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