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«Una Mobyt gigantesca» Gli applausi di De Sisti

di Marco Nagliati
«Una Mobyt gigantesca» Gli applausi di De Sisti

Serie A2 Silver. Il coach conquistato dalla prestazione di venerdì con Reggio Dopo i risultati di ieri biancazzurri secondi da soli. Domenica arriva Ravenna

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FERRARA. «Questa è una Mobyt gigantesca!». Mette il punto esclamativo, il santone del basket ferrarese. Uno che ne ha viste talmente tante da lasciare difficilmente via libera all’entusiasmo. Stavolta anche Mario De Sisti è stato contagiato dalla “Mobyt mania”, tale è stata la prova di forza dei biancazzurri venerdì sera contro Reggio Calabria. Il timbro di una squadra in straordinaria salute mentale, che ne ha vinte cinque di file. In generale, da quando Martelossi ha rilevato il timone da Furlani, sono nove successi su undici impegni. Un bottino che al momento fa sedere i ferraresi al secondo posto solitario (ieri Treviglio ha perso), dietro Treviso e Ravenna che hanno vinto i rispettivi impegni della 7ª di ritorno. E domenica, sempre nel fortino estense, ci sarà il derby-derbyssimo contro Ravenna. Una rivale storica della Pallacanestro Ferrara, per un match che si preannuncia infuocato ed appassionato. L’anno scorso (in gara cinque playoff) l’affluenza toccò quota 2700: dopo i quasi 2600 di venerdì, ragionevole attendersi un altro effetto bombonera. L’altra sera, al Pala Hilton Pharma, De Sisti ha collaborato con Sky: era la spalla tecnica. Ruolo già svolto con maestria in passato per conto della Rai. «Ho visto una Mobyt di altissimo livello - prosegue la riflessione il tecnico ferrarese -, si vede che c’è un enorme spirito di gruppo. I giocatori si aiutano, soffrono insieme. E sorridono: segno che credono in loro stessi. I successi in serie hanno aumentato l’autostima di una squadra che, comunque, le potenzialità le ha sempre avute. Ora le sta esprimendo». Il che non è, esattamente, un dettaglio. De Sisti aggiunge: «È evidente che la squadra sta bene psicologicamente, poi ha Hasbrouck che è un fenomeno. Ribadisco: un fe-no-me-no».

Un giocatore che va in copertina per le veroniche, gli assit, i cesti da lontano e in penetrazione. Ma che finisce per essere doppiamente rispettato dai compagni perché è pure il primo difensore della squadra. Sta in vetrina, lavora in magazzino. Cosa può trasformare lo stesso gruppo in maniera così fragorosa? Basta spiegarlo col cambio di allenatore? Nell’era “am” (ante Martelossi) la Mobyt in trasferta non vinceva mai. In casa ogni tanto inciampava e comunque esprimeva un basket individuale e teso. Nell’era “pm” (post Martelossi) viaggia e mette a ferro e fuoco ogni palazzetto, esibisce una pallacanestro corale e produttiva. Ecco De Sisti: «Diciamo che l’esonero di Furlani ha prodotto l’effetto di ricompattare il gruppo. In squadra ci sono giocatori orgogliosi e non ci stavano a fare brutte figure. Le sconfitte, le tensioni, le polemiche... Volevano far vedere che erano di ben altra pasta. Adesso forse c’è un po’ più di serenità e vedo maggiori opzioni offensive. Quando ti passi la palla è tutto molto più facile. Sinceramente si nota il “volume” di squadra che mettono in campo».

Il futuro non potrà che essere l’approdo ai playoff...«Ah, sicuro. Questo gruppo è talmente quadrato - afferma De Sisti - che non vedo problemi. I playoff sono sicuramente alla portata».

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