«Darraji si è svegliato, il peggio è passato»
Il giocatore del Casumaro fino a ieri era in terapia intensiva: in serata dal ds Casotti la notizia tanto attesa sul suo miglioramento
Arriva in serata, la notizia più attesa: «Hamza è sveglio! Domani (oggi, ndr) lo trasferiscono in reparto: dovrà restare ricoverato una settimana, ma sembrano escluse complicazioni. Il peggio dovrebbe essere passato», chiude Casotti, ds del Casumaro, al settimo cielo.
È passato in secondo piano il risultato sportivo scaturito sul campo tra Casumaro e Mesola (2-2), di mezzo c’era la vita di un giocatore.
È quella appunto di Hamza Darraji, classe ’92 esterno di centrocampo del Casumaro che a 30’ dalla fine dell’incontro è crollato a terra dopo un bell’intervento in anticipo sull’avversario. Rovinosa la caduta e il giocatore ha richiamato urlando l’attenzione di medici e personale parasanitario presente a Casumaro: i sanitari per oltre mezz’ora hanno operato per intubare il giocatore e portarlo poi a Cona.
«È in terapia intensiva, prognosi riservata – raccontava nel pomeriggio di ieri Simone Casotti, il suo direttore sportivo -: ha subito un trauma toracico, la situazioni ci dicono sia sotto controllo». Per Darraji tifo un po’ da tutti: «Dobbiamo aspettare l’evolversi della situazione, i medici non possono dirci nulla. Qui c’è il fratello Omar, portiere del San Carlo di due anni più giovane. È sembrato tranquillo, è l’unico rappresentante della famiglia: è arrivato subito in ospedale con un amico». Resta insolita la decisione dell’arbitro di non sospendere l’incontro: «Forse non si è nemmeno reso conto dell’accaduto. Certo, l’animo dei giocatori in campo non era quello di chi aveva voglia di giocare a calcio. Sarebbe stato più giusto sospendere». Dello stesso avviso gli avversari: «Siamo in apprensione per le condizioni del ragazzo - dice Enrico Granini, presidente del Mesola -: facciamo il tifo per lui. La partita andava sospesa e annullata, nessuno aveva più voglia di giocare: l’Aia in questi casi non dovrebbe lasciar decidere i suoi tesserati».
Per fortuna in serata la bella notizia.
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