Parma, è un’agonia Ma la squadra dà tempo a Manenti
PARMA. Ancora promesse ma sui conti correnti di euro nemmeno l'ombra. È passato un altro giorno con le rassicurazioni del presidente del Parma Fc Giampietro Manenti sui pagamenti degli stipendi ma...
PARMA. Ancora promesse ma sui conti correnti di euro nemmeno l'ombra. È passato un altro giorno con le rassicurazioni del presidente del Parma Fc Giampietro Manenti sui pagamenti degli stipendi ma delle parole non si è passati ai fatti. O meglio, indiscrezioni parlano di bonifici per 30 milioni di euro in arrivo da un istituto di credito estero ma ancora una volta tutto slitterebbe di 24 ore, ancora una volta. La conferma che tutto sarebbe regolare il presidente del Parma Fc l'ha data al telefono. Manenti era in Slovenia, a Nova Gorica, dove ha sede la sua società, la Mapi Group. «Confermo che il pagamento è stato eseguito ma vado in Slovenia per snellire le pratiche. La fase uno è chiusa (pagamenti giocatori e dipendenti), ora ci concentriamo sulla fase due che è quella di regolare la situazione con i fornitori». Le rassicurazioni reggono, almeno per i giocatori che hanno deciso di concedergli altro tempo. Dopo l'allenamento del pomeriggio è stato deciso di non procedere con la messa in mora della società. «Aspettiamo ancora. Abbiamo deciso di dare un'ulteriore proroga», ha confermato il capitano Alessandro Lucarelli, che prima ha fissato per oggi la scadenza, poi ha precisato che la pazienza dei giocatori si estenderà fino a fine settimana. Altre ore di ossigeno all'attuale dirigenza nonostante ieri mattina ai cancelli del centro sportivo di Collecchio si sia presentato l'ufficiale giudiziario. Sigilli e sequestro per tre furgoni ed un'autovettura, un'operazione però legata ad un debito pregresso di circa centomila euro che la società avrebbe con Equitalia. Nei giorni scorsi i tecnici del tribunale avevano visitato anche la palestra del centro sportivo pignorando attrezzature e macchinari. «È una vecchia storia che abbiamo ritenuto di non bloccare perché si devono fare delle scelte - ha commentato Manenti - Non ci siamo messi a rincorrere Equitalia e poi, chissà, quei pulmini li ricompreremo nuovi». Manenti dovrà fare i conti con la sfida lanciata dal socio di minoranza Energy T.I. Group, che detiene il 10% del Parma e ha chiesto il commissariamento per gravi irregolarità. «Hanno più volte convocato cda con dimissioni e nomine di nuovi rappresentanti senza tenere conto di noi - ha sottolineato Roberto Giuli, presidente T.I. Group - non hanno mai considerato una richiesta di un consiglio per valutare la situazione contabile e lo stato dei pagamenti dei tesserati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
