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Spal-San Marino, le più battute

di Paolo Negri
Spal-San Marino, le più battute

Serie C. Nessuno ha perso più dei biancazzurri (12 ko) e dei Titani (14). Decisivo il “Mazza”

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FERRARA. Fa male catalogarla come una “sfida salvezza”. Ma è la verità, purtroppo. Spal-San Marino di domenica (inizio alle ore 18) è confronto che vale o per accrescere il margine di sicurezza sui play out (i biancazzurri attualmente sono solo a +3), o per lasciare l’ultimo posto (che i Titani occupano in condominio con la Pro Piacenza) e sperare di giocarsi poi la permanenza in categoria attraverso gli spareggi.

Sconfitte in serie

Uno scenario che per il San Marino poteva anche essere più o meno prevedibile, mentre per la Spal ci si attendeva una stagione dai contorni diversi. Storia vecchia. Il dato che fa ulteriormente male, è prettamente statistico: al “Paolo Mazza” si affronteranno le due squadre più battute del girone. Un record poco invidiabile: 26 sconfitte globali su un totale di 50 gare disputate finora dalle. Più del 50% di ko in rapporto alle partite giocate. Il San Marino ha perso 14 volte (nessuno ha fatto peggio), seguito dalla Spal che è caduta in 12 circostanze (come Savona e Pro Piacenza). A far disordine sono evidentemente i numeri che riguardano i ferraresi: come fa una Spal a perdere 12 volte su 25 (e ad avere il minor numero di pareggi, 4, del girone)? Vabbè, è accaduto, le ragioni le abbiamo affrontate più volte. Adesso è tempo di invertire la tendenza. Ad iniziare da domenica.

Rendimenti a confronto

Attenzione: la Spal in casa ha perso 5 partite. Nessuno ha combinato di peggio, solo il... San Marino ha fatto altrettanto male. Ma i Titani aggravano la loro posizione se pensiamo che non hanno mai vinto in trasferta (come il Prato): appena 3 pareggi, e 9 batoste. Allora: tra la squadra che ha perso di più tra le mura amiche e quella che ha ottenuto meno punti “fuori”, come andrà a finire? Chi la spunterà? Il segno deve essere “1” fisso, senza storie. Il citato invertire la tendenza significa anche questo. Dovrà pesare il fattore “Mazza”, lo stadio dovrà spingere la squadra, far capire chi comanda. Non ci sono alternative, per non ritrovarsi poi a nutrire ancora problemi di preoccupazione che parevano superati dopo i 7 punti tra Savona, Santarcangelo e Gubbio.

Rivoluzione d’inverno

Non sarà facile, intendiamoci. Almeno a priori non si deve pensare al San Marino come ad una preda designata. Perchè mister Tazzioli ha dato un’idea, e qualcosa in più, ad una squadra che ora può essere pericolosa, come attestano la vittoria sulla Reggiana, i 3 gol al Pontedera, i 2 all’Ascoli (da 2-0 a 2-3, ok, ma con un rigore fasullo ed il palo a negare il 3-3 finale), i 3 con annessa vittoria sabato sull’Aquila. Il San Marino ha segnato 28 gol, 5 più della Spal. Certo, ne ha anche incassati 39, quart’ultima difesa del girone. E domenica non avrà il gioiellino Sensi, talentuoso ’95 scuola Cesena (occhio al senegalese Diawara: è un ’97, Tazzioli lo ha messo titolare davanti alla difesa). E se al mercato invernale la Spal ha compiuto dieci movimenti tra acquisti e cessioni, il San Marino solo alla voce arrivi annovera Caio Secco. Cammaroto, Bregliano, Benassi, Varone, Bationo, Bangal, Pape Dia, Cuffa e Musetti. Chi cambia molto (la Spal) o fa rivoluzioni (il San Marino) a gennaio è perchè molto ha sbagliato in estate. Ma ora il margine di errore, sul campo, è sempre più ridotto. La Spal domenica deve e può vincere.

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