Fango e polemiche, la Codigorese va
Un rigore e due espulsioni condannano il Berra nel match salvezza
CODIGORO. Il terreno di gioco dello stadio codigorese non è un acquitrino, ma un pantano, sì, anche perché - ci dicono - al mattino ha sopportato le scarpe bullonate di una partita di campionato giovanile. Ne scaturisce una battaglia che ricorda da vicino una gara ricompensa de... l'Isola dei Famosi. Ecco la cornice in cui si svolge lo scontro diretto tra la Codigorese ed il Berra, concluso con due espulsioni in campo ed un allontanamento in panchina per gli ospiti. Il falcidiato Berra non demorde. Sotto di un gol subìto per un tiro dagli undici metri e ridotta in nove, la compagine di Camatarri ci mette un agonismo encomiabile, specie nella ripresa. Ma attenzione, la Codigorese non ha rubato e non è stata beneficiata da concessioni arbitrali. Mister Zangirolami ha condotto i suoi ragazzi nelle sabbie mobili dello stadio amico con la stessa caparbietà dell'avversario e con l'altrettanta voglia di strappare punti, al di là del vero gioco del calcio, oggi del tutto assente.
Il primo tiro a rete della gara lo effettua il Berra, al 21’, con Marangon che Foli para tranquillo. Al 24’ risponde Farinelli - troppo trascurato - con un tiro rasoterra a fil di palo. Alla mezz'ora viene atterrato lo stesso Farinelli, in area, trasforma Ronconi dagli undici metri. Al 37’, Grassi impegna Foli che para in due tempi. Al 51’, dialogo Farinelli-Ronconi il quale sciupa. Al 66’ il Berra con Grassi vede il pareggio, agognato e meritato, ma Foli, in gran spolvero manda in corner. In zona recupero, assist di Cavallari per Telloli che raddoppia per i granata.
Spogliatoi
Gianpiero Pincelli, ds Berra, è infuriato: «Risultato bugiardo», poi gli scappa - pensiamo - «E' stato un furto. Il risultato più giusto sarebbe stato un pari, abbiamo creato molte più occasioni da gol noi». Zangirolami, invece, ha commentato: «Risultato meritatissimo, loro hanno fatto un solo tiro in porta nel corso di 90'. Bravissimo Foli, che ha salvato il nostro vantaggio parando la colombella del loro centravanti».
Vincenzo Trapella
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