La Spal viene messa in Cruz
Serie C. Biancazzurri impresentabili e contestati. Lo spagnolo del San Marino li agguanta
FERRARA. Un pareggiaccio di rara bruttezza. E' quello che la Spal rimedia al cospetto del San Marino, ultimo e mai vincente in trasferta (4 punti, con quello di ieri, il magro bottino dei Titani). Ospiti però nettamente più qualitativi dei biancazzurri: se una squadra meritava di vincere, era sicuramente quella dell'ottimo mister Tazzioli. Per la Spal l'ennesima figuraccia di una stagione più che deficitaria.
Spal col solito 5-3-2. Rientro di Silvestri in difesa, Rovini per la prima volta dall'inizio in attacco, facendo tandem con Fioretti. Il San Marino conferma il 4-3-1-2 sostituendo lo squalificato gioiellino Sensi con Varone. Pessimo avvio dei biancazzurri, con i Titani a tener palla e manovrare rasoterra con precisione ed efficacia. Come al 7', quando una lunghissima azione ad un tocco degli ospiti sfocia nel servizio per Musetti sufficientemente libero in area sul centro-destra: la conclusione dell'attaccante termina fuori, a fil di palo. Il canovaccio non cambia. Spal lenta, imprecisa, prevedibile, senza sbocchi, con tanti errori tecnici. A fare da "regista" è spesso Cottafava, che però - da dietro - o lancia lungo, o tarda a far circolare il pallone. Morale: gioco farraginoso e sonoro disappunto del pubblico. Con mister Semplici che al 18' si volta a battibeccare con la tribuna. Incredibile.
San Marino, guidato dallo straordinario Diawara (un '97 senegalese che arriverà in serie A), sempre pericoloso. Al 28' ancora Musetti "buca" una girata da distanza ravvicinata. Spal non pervenuta. Con un accenno di visibilità al 31' quando Rovini conclude a lato da fuori, ed al 34' e 37' con due iniziative che vedono protagonista Lazzari (nella seconda occasione con un inserimento centrale su bella combinazione Gentile-Fioretti). Un Lazzari spesso ignorato dai compagni, che tardano a servirlo - o non lo imbeccano proprio - nonostante il laterale sia libero: manovra lenta e assenza di visione periferica. Così al 40' il brivido è colossale: corner per il San Marino, rinvio corto della difesa - in area - e palla a Cruz che tira al volo di destro con la sfera a lambire il montante. La logica direbbe San Marino, l'imprevedibilità del calcio vota Spal. Allo scadere del recupero, una punizione da sinistra recapita il pallone a Cottafava, libero in area a destra; il centrale la ributta in mezzo, con parabola alta, sul palo più lontano; la sfera resta lì, Bregliano potrebbe allontanare ma si "ingarbuglia" e Di Quinzio è lesto ad intervenire e scaricare un destro chirurgico per il vantaggio ed una collettiva esplosione di gioia che la dice lunga sullo stato d'animo spallino.
L'avvio di ripresa è di marca ospite. Al 7' arriva già il pareggio. Il subentrato Bationo, sulla destra, tocca indietro per Bregliano che scodella lungo in area - sul versante opposto - dove arriva Cruz che libera un gran sinistro: 1-1. La Spal prova a scuotersi e sfiora il vantaggio con una punizione dal limite di Gentile su cui Caio Secco si distende per mettere in angolo con la punta delle dita. Un fuoco di paglia. Il San Marino gioca di più e meglio, Cruz imperversa. Semplici mette Zigoni per Fioretti. “Zigo” su servizio di Di Quinzio viene rimpallato. E, in rapida successione, dentro Gerbaudo per Nava, con Di Quinzio che arretra terzino sinistro. Partita ancor più brutta, se possibile. San Marino ben più pericoloso di una Spal asfittica. Bationo prova ad impensierire Menegatti che al 31' para in tuffo. E al 33', da corner, perentorio colpo di testa ravvicinato di Diawara e miracolo di Menegatti: si accende il mischione ed i rimpalli sulla linea sono favorevoli alla Spal. Che la scampa anche al 34' su punizione a due in area, con conclusione di Cammaroto, accordata per intervento con le mani di Menegatti su retropassaggio di Capece. Supremazia del San Marino, inguardabile la partita biancazzurra. La Spal combina nulla ed al fischio finale viene sepolta da una valanga di fischi ed improperi. Che roba...
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