Unione Delta più forte dei guai «C’è tanta voglia di fare calcio»
SAN BARTOLOMEO. Prosegue il progetto Unione Calcio nonostante le molteplici difficoltà. La compagine che rappresenta la gloriosa San Bartolomeo non riesce davvero a tornare ai vecchi fasti, ma non si...
SAN BARTOLOMEO. Prosegue il progetto Unione Calcio nonostante le molteplici difficoltà. La compagine che rappresenta la gloriosa San Bartolomeo non riesce davvero a tornare ai vecchi fasti, ma non si arrende. Ha alla base un gruppo fondato sui giovani e sul settore giovanile che le permette di avere grande fiducia nel prosieguo del cammino. La speranza è che tutto si risolva, intanto bisogna prendere quello che viene.
«La nostra squadra è più o meno sempre la stessa – spiega il vicepresidente Gianluca Schiavi -, portiamo avanti i nostri ragazzi della Juniores da tre anni a questa parte. Abbiamo qualche rinforzo dall'esterno, ragazzi che arrivano dal Molinella o che sono stati portati da altri componenti del gruppo per amicizia. Non abbiamo grilli per la testa, conosciamo i nostri limiti, ma è tanta la voglia di fare calcio e per questo andiamo avanti. Obiettivi particolari per quest'anno non ce ne sono, la qualificazione al Tavolini non è una priorità. Magari, toglierci qualche soddisfazione sarebbe già un bel traguardo».
Formazione giovanissima a partire dai portieri: «Purtroppo... non ne abbiamo. E' stato chiesto a Faccini, che voleva ritirarsi, di rimanere nel gruppo. Così resta a dispozione e titolari sono diventati i due degli Allievi: Battara e Carletti. Sono molto giovani e per loro giocare tra i grandi è un'esperienza nuova».
A dire il vero, un obiettivo l'Unione Calcio in fondo in fondo ce l'ha: «Non vogliamo arrivare ultimi, questo è certo».
Il mister è sempre il confermatissimo Giorgio Battaglia, mentre è tornato alla base un ottimo giocatore quale Aleksandrov che era finito per qualche tempo all'Argenta Pgv. «Peccato che si sia fatto male e non possiamo utilizzarlo. Stesso discorso vale per molti altri suoi compagni di squadri alcuni dei quali punti cardine della nostra formazione. Tutte queste sfortune messe assieme non ci permettono di essere effettivamente competitivi. Avremmo potuto dire la nostra se solo avessimo avuto la dea bendata un po' più dalla nostra parte». (c.m.)
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