«Carboni vuole conoscerci ma non abbiamo parlato»
Il patron: nessun appuntamento fissato, solo ieri un contatto indiretto «Io non ho problemi a incontrarlo, ascolto tutti però sono molto scettico»
FERRARA. La notizia di un Amedeo Carboni interessato ad incontrare la proprietà della Spal, e le dichiarazioni in proposito rilasciateci l’altro giorno dall’ex terzino della Roma, della Nazionale e del Valencia - nonchè ex d.s. degli spagnoli - non sono ovviamente passate inosservate. Nemmeno in casa biancazzurra, intendiamo. Anche se i vertici spallini hanno minimizzato, o comunque non sono sembrati propensi ad accordare grande credito all’ipotesi di una futura concretizzazione di ciò che Carboni potrà eventualmente proporre.
Simone Colombarini, patron della Spal, ieri è infatti parso piuttosto scettico.
Colombarini, cosa c’è in atto tra voi e Carboni?
«Nulla. Quando questa mattina (ieri; ndr) ho letto il vostro giornale sono rimasto spiazzato. Io non sapevo nemmeno chi fosse, Carboni. O meglio, lo ricordavo come calciatore. Intendo dire che non sono mai stato contattato da lui».
Quindi non risponde al vero il fatto che prossimamente ci sarà un incontro tra di voi?
«Diciamo così: qualcosa si è mosso. Nel senso che la pubblicazione dell’articolo ha fatto sì che mi chiamasse la persona che conosce sia me che Carboni. Definiamolo il “contatto”, se si vuole».
E cosa le ha detto?
«Che da parte di Carboni c’è l’interesse di conoscere la proprietà della Spal. Ma non abbiamo parlato di un ingresso in società, né abbiamo fissato un appuntamento. Chi conosce Carboni è semplicemente rimasto in parola».
In che termini?
«Carboni ha fatto sapere che quando passerà da Ferrara farà una telefonata per sapere se siamo disposti ad incontrarlo».
Lo farete?
«Io non ho nessun problema a parlare, ci mancherebbe, però queste cose le accolgo... col sorriso».
In che senso?
«Ritengo che una società di Lega Pro possa attirare l’attenzione di eventuali investitori solo se questi sono della città stessa, e quindi mossi dalla passione per la squadra del territorio. Perchè in questa categoria per tenere vivo un club bisogna metterci delle risorse, non si può pensare di trarne un profitto che è impossibile ottenere. Qui non si tratta di investire, ma di spendere. E’ diverso. Di più: se si ritiene di chiudere in pareggio un bilancio stagionale contando su sponsor, contributi ed incassi al botteghino, ci si sbaglia».
La realtà di Lega Pro parla di Monza, Venezia, Savona e Barletta - per citare solo le più chiacchierate - in serissima difficoltà.
« Fare debiti in un anno è facilissimo, anche conducendo una stagione alla grande. Con il sistema ed i controlli vigenti, si possono pagare solo due/tre mesi di stipendi e arrivare alla fine lo stesso. Alla Spal, finchè ci saremo noi, queste cose non succederanno mai».
Carboni cosa potrà o potrebbe proporvi?
«Davvero non lo so. Non una partecipazione, credo. Io ascolto tutti, ma sono molto scettico. Dubito che uno “da fuori” possa avere interesse a venire qui per fare un business che non esiste. Non mi faccio influenzare da queste voci. Porteremo avanti l’onere che ci siamo assunti e lo faremo con grande senso di responsabilità, come sempre. Poi la porta è e resterà sempre aperta, ma a chi ha la nostra stessa visione della gestione e del calcio».
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