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Spal, addio finale Tante recriminazioni

Spal, addio finale Tante recriminazioni

A Como è 0-0: annullati i due gol che potevano mutare tutto

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COMO. Alla Spal non riesce l'impresa di ribaltare lo 0-2 della gara di andata. In finale ci va il Como, che bada sostanzialmente a difendere un pareggio che porta a casa con una buona dose di fortuna e grazie ad alcune decisioni arbitrali discutibili. Perché la Spal due reti ha la forza di realizzarle, ma l'arbitro le annulla entrambe, la prima per un fallo in attacco (sugli sviluppi di una punizione dal limite) e la seconda per fuorigioco.

Fin dalle prime battute è la squadra di Semplici a fare la partita, rendendosi pericolosa già al 9' con uno spunto di Finotto che si ritrova in area ma, disturbato da un avversario, non riesce a concludere. Menegatti deve badare soltanto all'ordinaria amministrazione, come un colpo di testa di Scapuzzi che non crea apprensione (11'). Tre minuti più tardi, sugli sviluppi di un calcio di punizione di Castiglia, sbuca in area Scapuzzi che schiaccia di testa il pallone senza però inquadrare lo specchio della porta. Il primo episodio discutibile si verifica al 17': Gerbaudo trasforma un calcio di punizione dal limite ma l'arbitro annulla per un fallo in attacco, tra lo stupore dei calciatori di entrambe le squadre. La Spal non si arrende, e dopo un tiro di Marchi dalla distanza che termina a lato (22') riprende ad attaccare. Al 25' Togni pesca in area Veratti direttamente su punizione, il colpo di testa dell'attaccante è neutralizzato da Falcone. Il portiere del Como deve superarsi al 29', quando Landi raccoglie un cross dalla sinistra e schiaccia di testa un pallone che l'estremo difensore lariano riesce a respingere, con Corticchia che poi spazza la seconda conclusione del centrocampista. Sul finire del primo tempo un altro episodio dubbio, con l'arbitro che lascia correre dopo un presunto fallo di mano di Giosa in piena area di rigore.

La Spal protesta ma non smette di giocare, e dopo l'intervallo si presenta con Capece al posto di Gasparetto. Il Como prova a spezzare il monologo estense con due occasioni: al 2' Scapuzzi sfrutta la torre di un compagno e conclude a volo con il pallone che finisce sul fondo, all'8' Corticchia di prova dalla distanza ma il suo tiro è centrale e non impensierisce Menegatti. Il tecnico locale Sabatini mischia le carte in vista del prevedibile forcing spallino: dentro Fautario e Le Noci, fuori Rinaldi e Scapuzzi mentre Semplici getta nella mischia anche Lazzari al posto di Rosina. Al 23' il terzo episodio incriminato: Togni batte una punizione e il pallone, in area, viene deviato in rete dal colpo di testa di Finotto, ma l'arbitro annulla ancora, stavolta su segnalazione di fuorigioco da parte del suo assistente. La Spal non si arrende neanche stavolta e al 28' un tiro-cross di Giani mette in imbarazzo il portiere Falcone che si lascia sfuggire la sfera dalle mani, poi la difesa mette in angolo. Semplici si gioca il tutto per tutto inserendo Zigoni per Bellemo. La Spal si sbilancia e lascia spazio al Como per il contropiede, così anche Menegatti si guadagna la sufficienza: il portiere deve intervenire prima al 37' (tiro dalla distanza di Castiglia) e poi al 43' (respinta di piede su conclusione ravvicinata di Le Noci). L'ultima occasione è ancora spallina, con Landi che in pieno recupero prova a sorprendere Falcone dalla distanza. In finale ci va il Como, ma la Spal esce a testa alta dopo un'ottima prestazione e recrimina per alcuni episodi che, se valutati diversamente, potevano riscrivere la storia della competizione.

Marco Sorrentino

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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