bomber marzola: partite come questa sono sempre divertenti
SAN CARLO. Ormai ci ha fatto l'abitudine bomber Gianluca Marzola alle grandi sfide. La “stella di diamente” del San Carlo ne ha giocate tante di partite come questa, ne ha viste molte in carriera, ma...
SAN CARLO. Ormai ci ha fatto l'abitudine bomber Gianluca Marzola alle grandi sfide. La “stella di diamente” del San Carlo ne ha giocate tante di partite come questa, ne ha viste molte in carriera, ma ognuna deve avere un fascino particolare sennò non si spiegherebbe l'eccitazione della vigilia che anche lui avverte a pochi giorni di distanza. «Non vedo l'ora di giocare - dice l'attaccante -, partite come questa con il Gualdo Voghiera sono sempre divertenti. Veniamo da un successo a dir poco importante fuori casa col Bentivoglio, che ci ha ripagato della sconfitta casalinga col Mesola. Adesso l'umore è buono, speriamo resti tale».
Sarà una domenica speciale per il bomber che affronta molte vecchie conoscenze. «Affronto davvero degli amici. Non gente che conosco per averci giocato assieme o contro, ma persone a me care con cui mi sento spesso. Parlo in particolar modo di mister Labardi e del centrocampista Secchieri. Entrambi non stanno più nella pelle: il primo mi ha detto che mi ha preparato la “gabbia” e il secondo che è già in fibrillazione. Ad ogni modo, sono contento di rivederli in campo e di giocarmi contro di loro le prime posizioni in classifica. Ritengo che il Gualdo Voghiera abbia un ottimo organico e che sarà un avversario scomodo, ma noi non siamo da meno». Per bomber Marzola permane qualche rimpianto in questa stagione. «Ho saltato buona parte del girone di andata e sono indietro col ruolino di marcia. Vorrei sempre arrivare a quota venti gol, ma capisco anch'io che quest'anno sarà impossibile: ho saltato troppe partite». Contro il Mesola non è stato decisivo come avrebbe voluto. «Ero ancora indietro con la condizione. Bisogna considerare che mi ci è voluto tanto tempo per tornare a giocare senza ricorrere ad operazioni chirurgiche. Mi sento fortunato e ringrazio lo staff medico che mi ha rimesso in sesto. Sento di essere vicino ai miei livelli, nel frattempo cerco di rendermi utile alla causa arretrando un po' il mio raggio d'azione. Anche gli anni passano e la corsa è un po' meno fluida. Così mi piace anche fare assist o cercare l'appoggio vincente, mi sto applicando in questo».
Corrado Magnoni
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