«La Spal a Teramo non parte battuta»
Cinque anni in biancazzurro, otto con i biancorossi, e una certezza: abruzzesi fortissimi ma dipenderà dall’atteggiamento
FERRARA. Teramano di Notaresco, cinque stagioni alla Spal, otto campionati con il Teramo, allenatore in carriera (giovanili del Pescara, Comitato Regionale dell’Abruzzo, ora la Renato Curi Angolana in Eccellenza). Ercole D’Eustacchio (Ercolino, come era chiamato negli anni ’80 a Ferrara, o ancora più comunemente Deus) non si approccia con indifferenza al Teramo-Spal in programma domenica al “Bonolis”: è un po’ la “sua” partita.
D’Eustacchio, intanto una curiosità: che allenatore è? Galeoniano? A Ferrara ha avuto il “profeta”, e poi lì a Pescara tutti lo venerano...
«Eh, anni belli quelli alla Spal con Galeone. Non abbiamo vinto, ma quella squadra ha sempre proposto calcio. Qualcosa il Gale mi ha lasciato, è innegabile, come del resto Delneri che ho avuto al Teramo. Qui alla Renato Curi ho una squadra molto giovane, con tredici under su venti. Giochiamo, ci divertiamo, curiamo la crescita dei ragazzi e la prossima settimana voliamo in Sardegna per i quarti di finale di Coppa Italia. Credo che ogni allenatore rifletta il proprio carattere, ma se devo citare i nomi di chi mi ha insegnato più di chiunque altro, allora dico Ugo Tomeazzi e Gianfranco Bozzao».
Alla Spal...
«Alla Spal, esatto. Ricordi bellissimi, fantastici. Il primo anno a Ferrara l’ho fatto in Primavera. Tomeazzi è stato un grande maestro, avrebbe meritato una carriera di rilievo. E Bozzao poi era il “vice” in prima squadra. Loro due mi hanno segnato, sotto ogni punto di vista: umano, professionale, tecnico, tattico. Ciò che mi hanno lasciato, me lo porto avanti ancora oggi, appartiene al mio bagaglio».
A Ferrara ha iniziato la sua carriera, a Teramo è stato una “bandiera”.
«Mi ha fatto esordire Galeone, e ho fatto tre anni con lui e uno con Mazzola. Del Teramo sono stato capitano».
Domenica che partita sarà?
«Qui c’è tanto entusiasmo. Ovvio, per il Teramo è un risultato storico: mai stato primo o secondo a questi livelli, mai così vicino alla serie B. E non è lì per caso, è un traguardo meritatissimo».
Ce la farà a salire di categoria?
«L’Ascoli è in testa ma non mi pare che brilli, il Teramo fa risultato (sedici utili di fila; ndr). Le partite di questo turno (stasera Pisa-Ascoli, domenica Teramo-Spal; ndr) potranno dire molto».
La Spal sarà penalizzata dal terreno?
«Non vedo perchè. E’ in fondo sintetico perfetto, e comunque di dimensioni molto ampie: si può giocare a calcio».
I biancazzurri che avversario devono aspettarsi?
«Il Teramo sta facendo benissimo ed è molto solido in retroguardia. Conosco mister Vivarini, è un amico, ma con grande obiettività dico che è un tecnico di alto livello, molto preparato, meticoloso, che cura con estremo scrupolo l’organizzazione difensiva. Il definitivo salto di qualità il Teramo l’ha fatto quando Vivarini è passato alla difesa “a cinque” che ha dato ulteriore solidità alla squadra: da lì è iniziata la striscia positiva. Davanti, i biancorossi vivono più delle individualità di Donnarumma e Lapadula».
Teramo favorito, dunque, domenica...
«Ma la Spal non parte battuta. Nel calcio c’è nulla di scontato, conta l’atteggiamento. Se la Spal viene qui con la mentalità giusta, per giocare, allora si assisterà ad una gara aperta».
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