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Caccia non perdona e vince per ko al sesto round

Caccia non perdona e vince per ko al sesto round

Battuto per ko alla sesta ripresa il temibile Renato De Donato

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MILANO. Semplicemente fantastico Alessandro Caccia, che ha battuto per ko alla sesta ripresa il temibile Renato De Donato. Il boxeur estense si è imposto fin da subito ieri sera al teatro Principe di Milano, dov’era in programma il Mondialino Latinoamericano Wbc, sottoclou del campionato europeo che vedeva protagonista il campionissimo Di Rocco. Pronostici della vigilia per il milanese che giocava in casa e aveva due titoli tra i superleggeri dalla sua parte. Nessuna cintura per il padanino, che si presentava sul ring “macchiato” pure da una sconfitta prima di giungere ad alcun traguardo. Ma il suo angolo sapeva bene a cosa andava incontro il “Conte” della boxe ferrarese. D’altronde, in una cornice denominata teatro Principe, non poteva che essere un nobile a spuntarla. E così è stato.

In vantaggio sin da subito, il nostro Alessandro Caccia non ha badato a pronostici o rumors, ha semplicemente fatto il suo dovere. Non ha concesso a De Donato, che per la cronaca è un pugile più che solido, un solo round. Lo sguardo della tigre, direbbe qualcuno, il killer instinct per altri, il padanino ha avuto tutto questo dalla sua. E che botte per l’avversario, che al sesto round poteva tranquillamente gettare la spugna.

Per tre volte, per ben tre volte, Alessandro Caccia lo ha mandato per terra. L’angolo del milanese avrebbe avuto l’obbligo di gettare la spugna già dopo il primo terrificante montante al corpo, ma ha preferito proseguire. Anche l’arbitro sarebbe potuto intervenire, ma avrebbe tolto la gioia al nostro di sferrare anche il diretto destro, non certo la specialità della casa, al volto, con il quale ha mandato al tappeto l’avversario.

E questo è davvero un titolo pesante, che fa classifica internazionale e soprattutto morale. Perché ottenuto lontano da casa tra, diciamolo pure, un po’ di scetticismo generale. Non per il suo entourage, che ha sempre creduto in lui, specialmente in questa vigilia, quando gli altri lo davano per sconfitto. Non i suoi tifosi, ci mancherebbe, che lo hanno sempre ritenuto un campione. Alessandro Caccia lo ha dimostrato e adesso per lui l’Opi 2000, la sua scuderia, potrebbe aprirgli scenari sempre più interessanti. La saga dei Duran continua.(c.m.)

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