Donadoni: siamo come carogne in mezzo agli avvoltoi
PARMA. Finora avevano preferito mordersi la lingua, mentre tutto, intorno a loro, crollava. Alla vigilia della seconda partita consecutiva rinviata, allenatore e calciatori del Parma hanno scaricato...
PARMA. Finora avevano preferito mordersi la lingua, mentre tutto, intorno a loro, crollava. Alla vigilia della seconda partita consecutiva rinviata, allenatore e calciatori del Parma hanno scaricato la loro rabbia. «Se non giochiamo è colpa della Figc. Ne parleranno il 6 marzo? Non sappiamo neanche se ci arriviamo», ha detto il capitano Alessandro Lucarelli. Oggi il Parma avrebbe dovuto giocare a Genova, ma su richiesta degli stessi giocatori, il match è stato rinviato, come era successo domenica scorsa per la sfida casalinga contro l'Udinese, rinviata perché non c'erano i soldi per pagare gli steward. E così giocherà un’amichevole in famiglia al centro tecnico di Collecchio, che i tifosi vogliono trasformare in una giornata di “Parma-pride”. Il presidente Giampietro Manenti (al quale, fra l'altro, è stata sequestrata l'auto dai vigili urbani per 1.900 euro di multe non pagate) continua a non dar seguito alle tante promesse fatte. «Stiamo diventando ridicoli come Paese agli occhi del mondo - si è sfogato l'allenatore Roberto Donadoni - mi sento come una carogna in mezzo al deserto con solo avvoltoi e sciacalli intorno».