Bomber Marzola lancia il San Carlo
Battuta la rivale diretta Gualdo Voghiera: la squadra biancazzurra resta sola ad inseguire gli imprendibili castellani
SAN CARLO. Il San Carlo dà seguito alla vittoria sul campo del Bentivoglio e conquista altri tre punti contro una diretta avversaria, il ritmo intrapreso è quello giusto. Il Gualdo Voghiera è meno cinico, ma gioca alla pari dimostrando un ottimo gioco fatto di qualità e intensità per tutto l'arco della partita.
L'equilibro in match del genere viene spesso spezzato dal guizzo di un singolo - o da chi sbaglia meno - e bomber Marzola non è nuovo a gol pesanti come quello che concede i tre punti ai suoi. I dieci canonici minuti di studio non ci sono e i padroni di casa partono con il piede sull'acceleratore: al 2' sinistro alto di Balboni e al 6' su filtrante dello stesso centrocampista Minutolo spreca malamente calciando a lato solo davanti a Balestra. Fratti mette in difficoltà Cestaro, ma l'esperienza del difensore e i continui raddoppi di marcatura alla lunga spengono la verve del fantasista di Labardi. Panzavolta è generoso e lavora buoni palloni, tuttavia Bolognesi è superlativo nel limitarlo.
Il primo squillo del Gualdo arriva dunque al 27' con un sinistro alto dal limite dai venti metri. A inizio ripresa un triangolo Fratti - Panzavolta - Fratti spaventa la retroguardia del San Carlo, costretta a deviare alla disperata in corner la conclusione di Fratti.
Nel momento migliore del Gualdo colpisce il San Carlo: al 53' Minutolo scende sulla destra e telecomanda un cross sulla testa di Marzola - lasciato colpevolmente libero - che da quella posizione non sbaglia praticamente mai, infatti l'1-0 è servito.
La reazione di Secchieri e compagni è rabbiosa e gli ingressi di Bonaguro e Iosco sbilanciano l'assetto di gioco. Pera cerca di approfittarne inserendo il rapido Brandolini, il giovane si è davvero inserito bene nei sancarlesi.
Il Gualdo è pericoloso sui calci piazzati: all'81' Bonaguro non trova il tap in vincente da pochi passi e al 90' Iosco conclude debolmente al termine di una mischia furiosa.
Alessandro Ferri
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