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Caccia, felicità infinita «Ora mi godo il titolo»

Caccia, felicità infinita «Ora mi godo il titolo»

Boxe. È al settimo cielo il nuovo campione latinoamericano Wbc dei pesi welter «Grazie a Duran, ai fan, a chi mi ha visto in tv. De Donato? Gli ho rotto le costole»

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FERRARA. È stata la grande notte di Alessandro Caccia, protrattasi sino alle ore piccole del mattino per festeggiare davanti al Duomo di Milano. E se l’è meritata tutta il nostro pugile, che davanti a una platea di livello internazionale ha vinto il titolo di campione del Mondialino Latinoamericano Wbc. Non una federazione qualsiasi, ma quella che a oggi muove i maggiori interessi a livello mondiale. In un ambiente dato in crisi negli ultimi anni, non è cosa da poco. Contro De Donato, con tutto il pubblico contro e i favori del pronostico avversi, il “Conte” ha tirato fuori tutta la sua classe. E quel destro terrificante di cui si sapeva la potenza sulla carta, ma che ancora non era stato esibito appieno nella sua bellezza. Così salgono a 6 le vittorie per ko in 13 incontri disputati, mica male per uno che fino a ieri era considerato solo un giovane di belle speranze. Persino dottore Caccia, che pochi anni fa si laureava all’Unife in Scienze Motorie. Colto e istruito, non rappresenta certo il cliché di una categoria che i mass media hanno sempre definito tutta nervi e muscoli. Il padanino rappresenta bene i crismi del pugile moderno.

«Sono super contento - dice Alessandro -, ho sentito i miei tifosi, alcuni dei quali venuti sino a Milano per vedermi combattere, molto vicini a me. Contro De Donato, che comunque è un ottimo pugile, ho sentito che potevo farcela. Mi sentivo bene e l’incontro è andato proprio come l’avevo preparato. Non ho lasciato nulla al caso, ringrazio il maestro Massimiliano Duran per tutti i suoi insegnamenti e il supporto morale. Ma ancora non ho fatto niente, mi godo il momento e poi mi preparo per la prossima sfida. Il match? Al secondo round ho perforato il timpano a De Donato, al sesto gli ho rotto le costole: non stava più in piedi. Ma sono felice anche per i dati Auditel: 270mila spettatori, share al 4.33%, alle due di notte sono numeri strabilianti».

Entusiasta il suo entourage: «Alessandro Caccia mi ha emozionato. Ha vinto e convinto - dice Alessandro Duran, che ha commentato il match per Italia 1 -, veniva da una sconfitta per ko e partiva sfavorito contro il quotato Renato De Donato. Il pugilato è cuore, testa e pugni: con questo match Caccia ha dimostrato di potere fare cose importanti. Aveva lo sguardo della tigre durante l’incontro. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e lui negli occhi aveva la luce vincente. Bravo. E i complimenti vanno anche a mio fratello Massimiliano per come ha preparato pugile e match. La dimostrazione che se si lavora in sintonia e con serenità i risultati arrivano».

Da segnalare anche uno scatto fotografico di pubblico interesse, quello prima di salire sul ring per una campagna contro l’omofobia che lo ha ritratto assieme al suo sfidante con i laccetti “arcobaleno” simbolici ai polsi. Insomma, non è ancora una stella del firmamento, ma tutti gli indizi fanno pensare che sia arrivato il momento del “Conte”.

Corrado Magnoni

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