Nel corpo a corpo la Mobyt va ko
Recanati alza il livello fisico e i ferraresi perdono la bussola: erano avanti, finiscono battuti
L’ultimo assalto è stato quello decisivo. Perché poi, nel corpo a corpo finale, Recanati ha gonfiato i muscoli e alzato barriere insuperabili. Ma del resto per tutta la gara s’è capito che alla fine avrebbe vinto chi riusciva ad avere un maggiore impatto fisico sulla gara. E i marchigiani hanno letto le istruzioni nel modo giusto e dopo aver faticato un po’ a reggere il ritmo della Mobyt, non hanno fatto altro che stringere le maglie in difesa e occupare l’area. Giusto per dare spazio di manovra ad un abbondante Mosley e alle scorribande di Zanelli e Lauwers. Dall’altra parte Hasbrouck ci ha provato in tutti modi e ribaltare l’inerzia. Ma non c’è stato nulla da fare, perché era troppo solo nella mischia di braccia della difesa marchigiana. Con la sconfitta di ieri, Ferrara ferma così a cinque la striscia di vittorie consecutive in trasferta e fa un passo indietro in classifica rispetto a Ravenna, restando comunque solitaria al terzo posto.
Certo, la Mobyt ha lottato. Ma non ha tirato fuori le unghie. Non ha accettato di giocare una sfida che, sul piano fisico, s’è giocata ad un livello molto elevato. Recanati è stata brava in questo, così come ha avuto il killer instinct nel momento decisivo. Ha pigiato sull’accelerato mentre Ferrara non ha avuto il coraggio o la capacità di farlo. Perché in fondo al 36’ era avanti di due punti (77-79) dopo che Benfatto aveva segnato un canestro su un assist meraviglioso di Huff, che ha scaricato la palla dopo una penetrazione acrobatica. E quello è stato forse l’ultimo assalto, perché poi, a parte due tiri liberi realizzati da Ferri e qualche assolo di Hasbrouck, in campo s’è vista solo la difesa di Recanati. Rude, certo, ma efficace. La forza di Mosley è stata devastante. Poi la capacità di sporcare ogni passaggio, di aggredire qualsiasi giocatore. Tanto che Ferrara s’è lasciata strappare di mano qualche pallone decisivo. Così, mentre il cronometro correva verso la fine, Recanati ha segnato canestri pesanti, fino al +4 a un minuto dalla fine firmato da Lauwers (85-81). E mentre i marchigiani alzavano la tensione, Ferrara è stata a guardare.
E dire che in precedenza aveva dimostrato di poter stare nella gara. Perché ha tenuto nel primo quarto, trovando spazi sotto canestro. Poi, nel secondo, dopo il +4 del 16’, Recanati ha assestato il primo colpo: parziale di 13-0 per il 46-38, prima del -9 sulla seconda sirena. Tanto Sykes, un po’ di Mosley e Ferrara deve leccarsi le ferite. Dopo la ricreazione la Mobyt impara la lezione e prova a prendere il ritmo. Ci riesce, soprattutto prende la mira giusta da lontano. Ferri e Amici segnano un paio di volte da tre punti, Hasbrouck fa un paio di penetrazioni delle sue e Castelli mostra classe e grinta. Morale, arriva un parziale di 18-0 in 5’ che porta la Mobyt avanti di nove lunghezze. Un capolavoro che Ferrara ha confezionato alzando l’attenzione in difesa e trovando ritmo e idee in attacco. Il momento positivo abbraccia anche l’inizio del quarto periodo: la Mobyt vola sul +12. Tripla di Amici, canestro più aggiuntivo di Hasbrouck: 63-75 al 32’ col pubblico ferrarese giunto fin qui che applaude. Ma poi l’ingranaggio s’inceppa. Ferrara si spegne, Recanati decolla. E’ un uragano che si abbatte sulla Mobyt, che di colpo è alle corde. Tripla di Lauwers e poi un’altra di Mosley. Hasbrouck commette fallo in attacco dopo aver perso un pallone. Zanelli aggancia la parità prima che la Mobyt faccia l’ultima azione buona. Poi in campo Recanati prende il sopravvento. Mentale, oltre che fisico. E nella bolgia del PalaCingolani Ferrara non riesce più a prendere in mano il bandolo della matassa e si lascia prendere la mano dal nervosismo. La speranza, almeno, che la lezione sia servita. Nel senso che di qui alla fine le gare avranno tutta questa intensità. E passione.
Mauro Cavina
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