Spal, preso un punticino d’oro
Calcio Lega Pro. A Teramo brutta prova ma pareggio prezioso giunto in pieno recupero
Un punto che è oro colato. Un punto di rigore (botta e risposta) giunto quando praticamente non ci si credeva più (almeno da fuori). Così la Spal a Teramo, contro la seconda della classe, è riuscita a capitalizzare una prestazione che a dire il vero è stata negativa. Alla fine, però, il risultato contro un avversario quotato - ed in rimonta - va portato a casa con soddisfazione in ottica salvezza.
Spal come da previsioni sia per modulo che per singoli. Teramo con Di Paolantonio infine preferito a Masullo e Di Matteo arretrato terzino sinistro. Una mossa dettata dall'intenzione di avere più spinta e più potere offensivo, quella del tecnico abruzzese Vivarini, ma non premiata dai fatti. I biancorossi si sono espressi a ritmi bassi, con una circolazione di palla lenta e prevedibile. Un Teramo che ha giocato da fermo, senza un movimento degli attaccanti - o di chi non era in possesso del pallone - a dettare il passaggio, a creare uno spazio. Cenciarelli (fosforo e piedi buoni) ha predicato nel deserto. La Spal, dal canto suo, non ha approfittato della giornata poco brillante dei padroni di casa. Questione di atteggiamento. Di mentalità: si è partiti con l'idea di puntare allo 0-0. Squadra sulle sue, bloccata, mai propositiva, mai ficcante, mai intenzionata ad osare (e soprattutto a destra ci sarebbe stato margine, visti gli impacci di Di Matteo).
Nel complesso, una partitaccia di livello bassissimo: il Teramo ha giocato male, la Spal non ha giocato. Si dirà che non spettava ai biancazzurri fare la partita. La si può leggere così, se si vuole. Di sicuro la squadra di Semplici ha rischiato poco, quello sì, se non su situazioni create da deprecabili errori individuali di Cottafava. Che dopo due minuti ha regalato un'incredibile punizione dal limite; che al 36' non ha controllato la sfera al limite dando via libera a Lapadula che ha servito Donnarumma solo davanti a Menegatti: fuorigioco; e che al 45' si è scontrato col compagno Gasparetto consentendo a Lapadula di scattare e andare al tiro, debole ed impreciso. Pessima, nella prima frazione di ieri, l'ispirazione dei gemelli del gol Lapadula e Donnarumma. E la Spal? Una conclusione dal limite di Rovini al 23' dopo scambio con Gentile; ed un analogo tiro di Di Quinzio al 33'. Stop. Non un'azione manovrata, mai i presupposti della pericolosità.
Nella ripresa Teramo subito pressante, ben più determinato e "intenso" (come direbbe l'Arrigo...). Uno slancio invero esauritosi abbastanza in fretta, e senza produrre alcunché di concreto. Il problema è che nel frattempo la Spal non è cresciuta di una virgola, proseguendo in un compitino dai contenuti minimalisti. Doppio cambio quasi in contemporanea: Finotto per Rovini nella Spal, Petrella per Di Paolantonio tra i locali. A sfiorare il gol, vivacizzando un pomeriggio di noia assoluta, sono stati i biancazzurri, al 24': avventata uscita di Tonti su Finotto, palla a Zigoni che libero ed a porta quasi sguarnita ha calciato debolmente, consentendo l'intervento risolutore - quasi sulla linea - di un difensore biancorosso. La svolta al 27': cross teso di Scipioni da destra, Di Quinzio ha avuto l'infelice idea di tentare lo stop di petto in area, col risultato di perdere il pallone a profitto di Amadio, sul quale ha poi commesso fallo: rigore ed ammonizione. Dal dischetto, impeccabile l'esecuzione del bomber Donnarumma. Sotto di un gol, Semplici ha tolto Lazzari e messo Togni, passando ad un improbabile 3-4-3 prima, e poi di fatto al 3-3-4 della disperazione. Che al 46' ha fruttato il rigore, guadagnato con caparbietà da Finotto, steso da Caidi. Perfetto il penalty del subentrato Fioretti. Pericolo scampato, al punticino non si guarda in bocca. La classifica ringrazia.
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