«Con due schiacciatori a trascinare la Niagara può fare la sua figura»
FERRARA. La vittoria. I tifosi. Un vantaggio di tutto rispetto. La Niagara si è trovata in casa tutto questo dopo aver battuto 3-0 Monselice domenica. E si è pure “ritrovata”, stante questa...
FERRARA. La vittoria. I tifosi. Un vantaggio di tutto rispetto. La Niagara si è trovata in casa tutto questo dopo aver battuto 3-0 Monselice domenica. E si è pure “ritrovata”, stante questa difficoltà patologica di quest'anno a dare continuità alle proprie prestazioni e questa tendenza a sventolare un po' come una bandiera, a seconda dell'avversario che le si para contro di volta in volta. È stata una buona vittoria, ottenuta in una buona partita. Soliti mali di sempre, ma Gallotta è parso rinfrancato e con una verve che non si vedeva da tempo. Quell'attaccante di peso da affiancare a Ivan Francescato, che invece è uscito più nei momenti importanti, a dare il là piuttosto che a cantare monocorde per tutto l'incontro. Bene l'attacco, insomma.
«Il nostro stile è questo qua - ha sottolineato l'allenatore Andrea Zambelli dopo la partita -, abbiamo poco dai centrali ma se due schiacciatori ci fanno oltre il 50% in attacco, va benissimo così. E poi c’è stato l’aspetto volitivo molto importante, portato avanti bene. Con quei centrali che si ritrovano, Monselice andava pressata da subito: ci siamo riusciti stavolta. A parte un inizio da dimenticare, in cui abbiamo fatto tutto noi: poi i nostri avversari ci hanno dato una grossa mano, facendo tanti errori».
Se Zambelli butta acqua sul fuoco, un ex come Federico Poli ridà importanza alla prova della Niagara: «Usciamo dal campo a testa alta - ha predicato soddisfazione il libero del Monselice, ancora con cartellino di proprietà 4 Torri -, la Niagara ha giocato meglio ma noi abbiamo dato quasi il massimo. Il risultato non rispecchia l’andamento della partita. Abbiamo ancora da migliorare e contiamo di poter ancora dire la nostra da qui alla fine».
Che è un po' una dichiarazione di guerra a distanza alla Niagara, che è la squadra che occupa il gradino sopra il baratro della retrocessione. Ma ci sta. A dieci giornate dalla fine, e toccando tutti gli amuleti e mettendo in atto tutte le scaramanzie possibili, anche lo scorso anno sembrava impossibile che ci si dovesse giocare la salvezza all’ultima giornata. Ma è meglio ricordarlo. E sarà meglio fare più punti possibili nelle prossime partite, decisamente abbordabili.
Domenica trasferta a Morciano, contro il fanalino di coda della graduatoria: «Non è una squadra fatta di giocatori di primo livello - spiega Zambelli - è chiaro. Però sono sicuramente un bel gruppo di amici, come Monselice: e se prendono fiducia possono dare molto fastidio e vincere le partite. Cercheremo dunque di non lasciare nulla al caso».
Se, come detto e auspicato, Gallotta e Francescato procederanno in coppia a tenere su la squadra, se anche Monari darà un po' di apporto insieme ai centrali, con un Zappaterra presenza sempre importante, questa Niagara non potrà non centrare il suo obiettivo stagionale di minima.
Raffaele Ziosi
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