Mobyt, la sconfitta brucia «Non vedo l’ora di rifarmi»
Basket A2 Silver. Amici analizza lo stop a Recanati con la rabbia addosso «Assurdo il tecnico dato a me e le fischiate degli ultimi 5 minuti di gara»
FERRARA. Era ancora forte, ieri pomeriggio, l’arrabbiatura per com’è maturata la sconfitta della Mobyt a Recanati. A caldo, domenica sera, Alessandro Amici non aveva parlato. A mente fredda l’ha fatto e, da buon guerriero qual è, non le manda certo a dire.
«La rabbia - dice l’ala biancazzurra - resterà fino a domenica 15, come giusto che sia. Dico solo che la cosa brutta di questa storia è che già dal martedì, dopo tutti i comunicati che erano stati fatti, ognuno di noi sapeva cosa l’avrebbe aspettato domenica. E c’è una cosa ancora più brutta…».
Quale?
«Che non siamo stati smentiti. A questo eravamo già preparati e purtroppo il basket italiano funziona così. Se siamo anni luce distanti dal resto del basket europeo, un motivo ci sarà: in Italia non accettiamo le sconfitte e siamo abituati a piangere come bambini, dopo di che veniamo aiutati. Non so più cosa dire».
Il motivo del ko a Recanati?
«Sono certo che sia partito tutto dal fallo tecnico che gli arbitri mi hanno comminato. Spero di rivedere al più presto le immagini, anche perché è stata davvero un’assurdità».
Com’è andata?
«Fra me e Gueye il tocco non c’è neanche stato, siamo passati di fianco l’uno all’altro e, se qualcuno ha allargato il braccio, questo è stato Gueye. Non c’è stato neanche un contatto e da lì è girata la gara, anche perché da quel momento in poi ci sono stati fischiati in tre azioni tre falli consecutivi in attacco, loro hanno tirato quindici tiri liberi negli ultimi 5’, in più le rimesse dubbie sono state date tutte a loro; dal canto nostro, non ci abbiamo capito più niente. Peccato, anche perché era il momento di chiudere la gara, forse, se c’è stato, è stato un errore mio, anche se non ne sono poi così tanto convinto».
Occasione persa in chiave play off?
«È stata sicuramente un’occasione persa, anche perché saremmo rimasti a +4 sulle immediate inseguitrici, con la possibilità di poter fare un passo falso in un’altra situazione. Adesso abbiamo delle gare molto delicate, in casa e fuori. È da queste partite che possiamo imparare qualcosa. C’è molto amaro in bocca, sono convinto che tutti siamo incavolati e l’arrabbiatura ci resterà fino alla gara casalinga contro Tortona. Io e i miei compagni vorremmo scendere in campo subito, per rimettere a posto le cose».
Invece, ci sarà la pausa Coppa Italia. Un bene o un male?
«Avremmo voluto giocare subito, brucia perdere come l’abbiamo fatto a Recanati. Allo stesso tempo, non penso che si possa rompere qualcosa con questa pausa. Abbiamo una settimana di allenamenti (domani la ripresa, ndr), un’amichevole a Imola nel fine settimana (venerdì, allw 15.30, ndr), così credo che niente si fermerà, per me non cambierà niente. La nostra testa deve restare quella delle ultime gare, bisogna che siamo bravi a trasformare il nervoso e l’arrabbiatura che abbiamo preso a Recanati per la prossima gara contro Tortona, contro cui abbiamo anche l’ obiettivo di cancellare il brutto ko dell’andata, quando disputammo una delle gare più brutte del campionato. Mi ricordo benissimo che tutti impazzivano per le schiacciate di Crockett, adesso vediamo se anche questa volta andrà a finire così».
Domani mattina, la ripresa degli allenamenti. Al Pala Ruggi di Imola, venerdì pomeriggio, amichevole con l’Andrea Costa, che chiuderà la settimana.
Lorenzo Montanari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
