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Rosset, un’idea magnifica Vincere la Coppa

Rosset, un’idea magnifica Vincere la Coppa

Basket A2. La stella della Pff Group in redazione «Sono gasata e contro Torino si può fare bene»

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FERRARA. Fra campionato (dove il bel successo a Broni di domenica scorsa ha cancellato il doppio ko casalingo con Ariano Irpino e Sesto San Giovanni) e Coppa Italia, con l’imminente semifinale contro Torino (sabato ore 18.30) alla Fiera di Rimini: la Bonfiglioli vive giorni intensi. E per raccontarli, a tutto tondo, ieri è venuta in redazione la stella delle biancorosse: Macarena Rosset. “Maqui” comincia dalla causa delle due sconfitte in campionato. «Prima di quelle due gare avevamo raggiunto un buon livello difensivo - dice l’esterna -; invece contro Sesto, in difesa, non riuscivamo neanche a restare in campo. Mentre contro Ariano, nonostante qualche errore arbitrale, avremmo anche potuto centrare il successo. La chiave sta tutta nell’atteggiamento difensivo, dopo di che in attacco abbiamo diverse bocche da fuoco che possono dare molto».

Coach Francesco Iurlaro ha parlato di assenza del gioco di squadra.

«Quando non c’è ordine in difesa, anche in attacco c’è del disordine ed ognuna di noi cerca, sbagliando, di trovare la soluzione personale. Non lo facciamo apposta».

A Broni, domenica scorsa, avete però dato una dimostrazione di forza...

«Successo importante: Broni ha delle giocatrici esperte, dal canto nostro siamo entrate con la giusta testa difensiva. Abbiamo giocatrici che possono realizzare molto, anche se prima di tutto hanno dato tutto in difesa: eravamo concentrate, abbiamo solo perso alcuni palloni durante il terzo parziale».

È contenta di ciò che sta dando?

«Sono contenta. Rispetto all’inizio mi sento meglio, a me piace sapere che in un modo o nell’altro aiuto la mia squadra. Se devo difendere, lo faccio; come attaccare il canestro».

Parliamo della Coppa Italia?

«Prima di venire a Ferrara neanche sapevo che esisteva. Appena sono arrivata mi hanno detto che era fra gli obiettivi: adesso sono “gasata” e voglio vincerla. Pensiamo a fare bene contro Torino, gara difficile che, però, possiamo vincere».

A mente libera, sarà tutto più facile?

«Non partiamo favorite, ciò potrà essere a nostro vantaggio. Possiamo essere la compagine sorpresa, bisogna che pensiamo solamente che siamo forti e che possiamo giocare contro chiunque punto a punto. Sesto San Giovanni è stata solo una brutta parentesi. Ci dobbiamo divertire, divertendoci possiamo vincere. Alla gente piace se lasciamo in campo tutto ciò che abbiamo. Il contorno? A livello personale sarà bello giocare in un contesto come quello di Rimini. Appena entri in campo, pensi solamente a vincere».

Ritornando al campionato, che obiettivi vi ponete per il girone di ritorno della Poule Promozione?

«Andremo a Bologna, Ariano e Sesto San Giovanni, cammino sicuramente più tosto che all’andata. Io credo che se fin dalla settimana di allenamenti abbiamo la giusta testa, diventa poi più facile fare ciò che ti sei prefisso di fare alla domenica. Ci sta di vincere o perdere, ma dipende tutto da noi, da come siamo con la testa».

A Ferrara si trova molto bene con le compagne e la società. Avete già parlato del futuro?

«Ancora no. Alla Bonfiglioli ho un contratto di un anno,quando finirò questa stagione sarò libera. La cosa certa è che in gruppo mi sento bene: piano piano abbiamo costruito un bel gruppo, questo non può che farmi piacere, anche perché il basket non è giocare solamente. Se non ti relazioni con altra gente e non conosci altre persone, beh, non si va da nessuna parte».

«Sono contenta perché quest’anno ho conosciuto gente buona, che mi piace. Se mi chiederanno di restare, credo proprio che non avrò alcun problema a rispondere affermativamente: anche in città mi sono trovata bene. Per me non sarebbe male restare ancora alla Bonfiglioli - ha chiuso l’italo-argentina -, anche se è ancora presto capire che cosa ci sarà nel mio futuro sportivo. Lo ripeto: a Ferrara mi sono trovata e mi sto trovando benissimo, nello scorso settembre tutto questo non me lo sarei aspettato, anche perché non conoscevo nessuno. Il primo mese è stato difficile, non parlavo molto. Adesso che so parlare meglio e scrivere un po’ meglio, beh, diventa tutto più facile».

Lorenzo Montanari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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