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Spal, ora serve il fattore campo

di Paolo Negri
Spal, ora serve il fattore campo

In casa solo 18 punti su 39. Ma da qui alla fine restano sei match interni e sono tutti scontri diretti

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FERRARA. Il Prato è come il San Marino: non ha mai vinto in trasferta. L’auspicio è che i toscani, però, non facciano come i Titani che - pur non infrangendo il loro tabù esterno - al “Mazza” sono andati a punto, facendo anche tremare la Spal.

I biancazzurri domenica ospitano proprio il Prato, detentore (appunto col San Marino) del poco invidiabile record, per il girone, di assenza di affermazioni esterne. Ecco, sarà bene che la squadra di Esposito prosegua il suo digiuno, anche senza incrementare il numero di pareggi (ora a quota otto). Perchè per la Spal è davvero arrivato il momento di far finalmente valere il “fattore campo”, che finora per i biancazzurri è stato un optional.

Il ruolino di marcia casalingo della Spal parla di 5 vittorie a fronte di 3 pareggi e 5 sconfitte. Morale: 18 punti in saccoccia su 39 a disposizione. Bottino inferiore al 50%. Poco, tremendamento poco, per non trovarsi invischiati in una zona scomoda della classifica. E adesso bisogna cambiare marcia.

La Spal ha un vantaggio di 4 punti sul quint’ultimo posto, occupato in condominio dal Forlì e dal Prato atteso a Ferrara. Da qui alla fine del campionato mancano undici partite, e di queste sei verranno giocate al “Paolo Mazza”. Di più: saranno confronti tutti contro dirette concorrenti. Nell’ordine: Prato, Grosseto (due gare casalinghe consecutive), poi Pro Piacenza, Forlì, Tuttocuoio e Pistoiese.

E’ evidente che la Spal ha il proprio futuro in mano. Un po’ perchè chi sta dietro è chiamato a scannarsi reciprocamente (solo in questo fine settimana, ad esempio, ecco Santarcangelo-Savona, a parte Pro Piacenza-San Marino) o ad affrontare chi gli è davanti (il Forlì col Tuttocuoio, il Grosseto col Pisa, il Gubbio a Pontedera, la Pistoiese con l’Ancona). E molto perchè la Spal ha davvero la grande opportunità per mettersi definitivamente al riparo da brutte sorprese, e in anticipo. Tra l’altro non servirebbero nemmeno gli straordinari. Sei gare, 18 punti... Con 10 si dovrebbe essere a cavallo. Il che non significa poi fermarsi lì, sia chiaro. Intanto, però, è bene iniziare a conquistarne. Alla svelta. Sfruttando subito il duplice impegno con Prato e Grosseto. Già battere gli azzurri, che rappresentano il primo e fondamentale ostacolo, potrebbe essere un passo se non decisivo, quasi. Anche alla luce dei citati impegni delle avversarie.

Serve però una marcia diversa rispetto a quella, come ricordato, tenuta finora. Il Prato è una squadra che ha avuto tanti problemi, è stato assemblato male, ha pagato lo scarso valore di molti dei giovani avuti nell’ambito della prtnership con l’Inter. Si è ripreso grazie al mercato di gennaio, ed era in piena rimonta prima di perdere in casa col Pro Piacenza, sbagliando però anche un rigore col bomber Bocalon. Soprattutto gli inserimenti di Urso e Coccolo hanno dato dinamismo al centrocampo (non a caso il ko con i piacentini è giunto in coincidenza con l’assenza per squalifica dei due giocatori) e fatto lievitare un complesso che col 4-3-2-1 ha trovato l’assetto più congeniale. Ma il Prato resta una squadra in difficoltà, fragile (37 gol al passivo!). Ecco dunque che la Spal dovrà esprimere personalità, imporre ritmo, pressione, far capire chi comanda. Domenica e nei successivi turni interni. Ma è davvero fondamentale iniziare a farlo domenica.

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