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L’ira del tecnico di casa «Noi penalizzati da decisioni assurde»

CENTO. In tribuna volano parole grosse, mentre mister Giancarlo D'Astoli, espulso forse precipitosamente, usa come solito la sua lucida analisi per commentare l'amarezza sua e della società: «Credo...

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CENTO. In tribuna volano parole grosse, mentre mister Giancarlo D'Astoli, espulso forse precipitosamente, usa come solito la sua lucida analisi per commentare l'amarezza sua e della società: «Credo ci sia bisogno di qualche arbitro giovane, che viva tranquillamente ciò che fa, senza lasciarsi trascinare da qualcosa di agonistico che avviene in campo - spiega D'Astoli -. Alla fine, è stata rovinata una bella partita, combattuta. Il rigore? Due falli di mano clamorosi in area portuense, fischiati contro. Nell'episodio del penalty, il loro giocatore (Gennari; ndr) ha abbassato la testa. Nella peggiore delle ipotesi, poteva starci la punizione a due in area e l'arbitro ha fischiato il rigore. Devono dirci, semplicemente, se dobbiamo smettere. Visto che a Cattolica è successa la stessa cosa, sette giorni prima».

Soddisfatto del risultato, meno del gioco, è mister Cristiano Buriani, allenatore della Portuense: «Bene il risultato, ma non meritavamo di vincere, dal mio punto di vista - spiega il tecnico rossonero con molto fair play -. Perché eravamo scarichi dalla partita di mercoledì, in quanto non era facile trovare le energie mentali per venire a giocare subito un derby. Non era semplice. Si è visto, per ampi tratti della partita, che sotto quel punto di vista eravamo "cotti". Alla fine, gli episodi ci hanno dato ragione. Mettendo in campo tutti gli attaccanti che avevamo, e soffrendo in nove, forse è andata anche troppo bene. Le due espulsioni? Abbiamo una rosa di tanti giocatori, ed è giusto utilizzarli tutti. La rincorsa al vertice? Non ci pensiamo. A 6 punti di distanza dalla prima, può scattare qualcosa a livello di motivazione, ma è difficile una rincorsa a troppe squadre che ci precedono in classifica». (mi.pe.)

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