Grazhdani, leader dell’Argentana «Ancora non siamo al sicuro»
ARGENTA. Non chiamatelo talismano, sarebbe riduttivo. Aleksander Grazhdani è sicuramente l'uomo copertina di questa Argentana, giunta al sesto risultato utile consecutivo. Non è certamente un caso e...
ARGENTA. Non chiamatelo talismano, sarebbe riduttivo. Aleksander Grazhdani è sicuramente l'uomo copertina di questa Argentana, giunta al sesto risultato utile consecutivo. Non è certamente un caso e nemmeno solo fortuna che il rendimento della formazione granata sia strettamente connesso alla presenza del centravanti greco, che, a suon di gol, sta trascinando la sua squadra fuori dalla zona playout. Analizzando proprio la stagione della banda di mister Simeoni, si nota come la presenza di Grazhdani sia del tutto imprescindibile. L'attaccante ex Ravenna non c'era nel terribile inizio di campionato; si è rivelato fondamentale nella lenta risalita per abbandonare il fondo della classifica; si è assentato nel difficile mese di gennaio per tentare l'avventura nel calcio professionistico ungherese, ed ora è tornato protagonista nell'ultimo ciclo di buoni risultati.
Certo: un giocatore, da solo, non fa la differenza, ma Grazhdani è entrato con merito nella ristretta cerchia dei giocatori più rappresentativi, quelli dei quali non puoi proprio fare a meno. Anche domenica a Conselice, il suo apporto è stato decisivo: gol del pareggio e una prestazione ottima, reggendo da solo tutto il peso dell'attacco granata. Quello di domenica è il sesto gol stagionale, il quarto nelle ultime quattro partite, ma Grazhdani non è del tutto soddisfatto: «Avessimo vinto sarei stato più contento - ammette l'attaccante granata -, ma credo sia giusto anche accontentarsi del punto. Come ci ripete sempre il mister, nonostante la classifica migliore rispetto a qualche settimana fa, non siamo assolutamente al sicuro. Ci aspettano otto finali, con tanti scontri diretti, per cui è vietato rilassarsi. Vogliamo tutti la salvezza senza passare per i playout. Personalmente sono felice per le ultime prestazioni, sia mie che della squadra».
Chiusura dedicata al mesetto trascorso in Ungheria: «Bellissima esperienza - confida Grazhdani -, in un mondo completamente diverso da quello dilettantistico. Mi è servita tanto a livello sia umano che tecnico».
Daniele Carnaroli
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