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Spal col peggior attacco, per ora

di Paolo Negri
Spal col peggior attacco, per ora

Serie C. I problemi realizzativi riflettono le difficoltà biancazzurre. La tendenza va invertita

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FERRARA. Nell’intervista collettiva di martedì, Di Quinzio e Zigoni hanno sottolineato come la Spal tiri poco in porta (e per questo mister Semplici invita spesso il centrocampista a cercare la conclusione) e altrettanto poco segni, anche in rapporto alle opportunità che ha. Insomma, mancano i gol.

Tutto vero. Lo attestano le cifre: la Spal ha il peggior attacco del girone. In compagnia di Santarcangelo e Forlì, ma questa è una assai magra consolazione. E segnare, nel calcio, resta fondamentale. E’ l’essenza, il fine: Ascoli e Teramo, le prime due della classifica, sono anche le formazioni più prolifiche. La Reggiana è terza, sia nella graduatoria delle squadre con maggior confidenza con il gol, sia in quella generale. Il Pisa se ne fa nulla, della miglior difesa del gruppo: è quarto in classifica, a -9 (deve recuperare una gara, a Reggio) dall’Ascoli. E le sei squadre che hanno i peggiori attacchi del campionato sono tutte invischiate nella lotta per non retrocedere o per evitare i play out: Forlì quart’ultimo, Santarcangelo quint’ultimo, Savona penultimo, Pro Piacenza terz’ultima, Spal e Lucchese a +4 sulla zona spareggi. Qualcosa significherà.

La Spal ha segnato 25 gol in 28 gare. La media è desolante: 0,892 reti per gara. La gestione di mister Brevi ha visto i biancazzurri realizzare 13 gol in 16 incontri, media di 0,812. Con l’avvento in panchina di Semplici le cose sono un po’ migliorate: 12 reti (5 in un’unica soluzione, a Pistoia) in 12 partite, cioè una media di 1 gol per gara. Ma le difficoltà globali restano più o meno immutate: con Brevi la Spal ha terminato 8 confronti su 16 senza segnare; con Semplici lo score è di 5 su 12. Insomma, non c’è una grande differenza.

E’ lampante che le difficoltà realizzative della Spal esprimono le problematiche stagionali del collettivo, così come i risultati di squadra sono legati alla scarsa percentuale di segnature dei biancazzurri. Zigoni, sempre l’altro giorno, ha sottolineato come sarebbe necessaria una maggior facoltà di verticalizzazione e velocizzazione della manovra, ed ha auspicato anche più cross. Non ha torto, e sicuramente lui stesso ne trarrebbe beneficio.

Ora, non sappiamo se in tal senso ci saranno repentini ed evidenti miglioramenti, ma è chiaro che la Spal necessita di più gol: nelle ultime cinque gare, ad esempio, Giani & C. hanno raccolto 3 punti su 15, segnando 3 reti. Rapporto di causa-effetto.

Il confronto diretto interno di sabato col Grosseto (1 punto in meno rispetto ai biancazzurri, ma senza la penalizzazione i toscani sarebbero alla pari con la squadra di Semplici) rappresenta un’occasione per invertire la tendenza in termini di efficacia offensiva. La possibilità di cogliere il successo - che manca dall’1 febbraio, quando venne battuto il Gubbio, al “Paolo Mazza” - è ovviamente legata a filo doppio alla capacità di andare in gol. Sarà indispensabile riuscirci, per centrare un’affermazione che avrebbe valore doppio visto il peso specifico dei punti in palio. Ed accessoriamente per lasciare il non invidiabile primato negativo di peggior attacco del girone.

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