In cinquemila attesi in città per la maratona
Inizia il lungo weekend dedicato alla corsa: arte, cultura e persino teatro fra le iniziative
FERRARA. Il conto alla rovescia sta per scadere. Domenica la città sarà invasa da orde gioiose di podisti, atleti che correranno, ognuno secondo le proprie possibilità, la maratona, ovvero percorreranno il circuito della mezza, oppure ancora la camminata o, domani, la gara riservata ai più piccoli. Il lungo weekend della Ferrara Marathon & Half Marathon inizia oggi con le tante iniziative collaterali e porterà nel cuore della città degli Este migliaia di persone, che la troveranno libera dal traffico grazie all’istituzione della domenica senz’auto. Il momento agonistico sarà certamente il clou del lungo fine settimana, ma a fargli da corollario ci sono tante iniziative: dall’expò in piazza Trento-Trieste dedicata agli stand tecnici, ma anche gastronomici, alle visite guidate per scoprire la città medievale e quella rinascimentale, fino al connubio fra corsa e teatro, grazie alla collaborazione instaurata dagli organizzatori della Corriferrara con il teatro Ferrara Off e Roberta Pazzi. E ancora: musica, sfilata di moto, l’arte per il volontariato. Il tutto per intrattenere le attese cinquemila persone, che arriveranno in città a vario titolo. Alla vigilia, strappiamo Massimo Corà, presidente di Corriferrara, dai suoi impegni e facciamo il punto.
Novità delle ultime ore?
«La novità è che Magagnoli correrà la maratona e non la mezza, inoltre si è iscritto Alessandro Benerecetti, che a Firenze ha chiuso in 2h32. Nella mezza ci saranno al via alcuni atleti marocchini e l’imolese Gianluca Borghesi, che ha vinto la mezza maratona di Monaco ed è arrivato 28º assoluto a New York».
Le iscrizioni come procedono?
«Molto bene per la mezza, siamo sui 1200, per la maratona saremo a 650, come l’anno scorso. Ma non ci sono solo queste due gare, c’è tanto altro per tutti e già domani (oggi per chi legge, ndr) apre il villaggio maratona visitabile da tutti».
L’anno scorso, sebbene tuo padre Giancarlo fosse già morto, comunque aveva partecipato alle fasi iniziali dell’organizzazione. Quest’anno sei davvero al debutto da solo nell’organizzazione: come sta andando?
«È una bella lotta. A parte il fatto che quando fai una cosa per la prima volta ci sono sempre molte incognite, per fortuna era qualche anno che affiancavo mio padre, ma farlo in prima persona è diverso. Mio padre era in pensione, poteva dedicare tutto il suo tempo all’organizzazione, io devo affiancarla alla mia attività lavorativa e alla famiglia ed è davvero complicato: ti prende 12 mesi all’anno. Abbiamo fatto i salti mortali, con mia moglie e i miei collaboratori. L’energia, la carica c’è: ce l’abbiamo messa tutta e anche di più. Ci tengo per mio papà, era la sua vita, è come tenerlo un po’ qua con noi e dimostrare a chi storceva il naso che, anche senza mio papà, la Corriferrara c’è comunque e ce la fa».
Avete cambiato il percorso: come e perché?
«Due i motivi fondamentali e di uguale importanza: ci è stata chiesto per aiutare la circolazione del traffico, per creare meno problemi alla città, nel contesto ci ha reso possibile rendere il percorso più accattivante, perché i chilometri nel sotto Mura sono bellissimi. Il rovescio della medaglia è che rende il percorso della maratona un po’ meno veloce, passando dall’asfalto al terreno battuto, che se piove tanto si appesantisce. Ma, con l’aiuto del comune, abbiamo ripristinato il fondo: ora speriamo che non piova...».
Già, il fattore meteo: le previsioni non sono male...
«Le controllo ogni ora! Sabato un po’ di sole e un po’ nuvolo, l’importante è che non piova, perché ci teniamo che l’evento dei bimbi venga bene. La domenica dovrebbe cadere qualche goccia sull’arrivo, ma speriamo che le nuvole arrivino un po’ in ritardo...».
Tanti gli eventi collaterali, addirittura il teatro: come mai?
«Le collaborazioni le cura mia moglie, che ne sa quindi più di me, comunque è uno spettacolo che collega il mondo della corsa con il teatro, portando sul palcoscenico la corsa: sarà presentato qui, poi lo porteranno a Parigi. È interessante, perché Ferrara deve collegare lo sport alla storia, all’arte, alla cultura. Ferrara, per tanti motivi, non riuscirà mai a portare a correre diecimila persone, obiettivamente di maratone ce ne sono tantissime, quindi bisogna renderla particolare, accattivante, suggestiva, creando collaborazioni che la rendano speciale e per far conoscere la città e quello che può offrire».
Il tutto con un lavoro di squadra...
«È fondamentale, qua lavorano tante persone, il gruppo sportivo Corriferrara ma non solo. Ci sono tanti volontari, il Ferrara Marathon Club aperto a tutti, perché di persone ne servono tantissime: con polizia municipale e protezione civile, lo staff è di circa 400 persone e senza di loro la maratona non si farebbe, tutti sono importantissimi. E poi il Comune, i nostri sponsor e tutti quelli che collaborano: devo ringraziarli, senza fare nomi perché ne dimenticherei, ma la maratona la fanno loro, non certo io...».
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