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Il fulmine: Mobyt abbandona il basket

di Marco Nagliati
Il fulmine: Mobyt abbandona il basket

Disimpegno per il prossimo anno dello sponsor della Pallacanestro Ferrara. Tempi e modi sbagliati. Bulgarelli senza forze

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FERRARA. E quando sembrava arrivare primavera, ecco la tempesta perfetta. Giorgio Nani, amministratore delegato di Mobyt (azienda in straordinaria salute economica), ieri mattina in due ore ha messo a soqquadro l’ambiente Pallacanestro Ferrara. Annunciando che non rinnoverà la sponsorizzazione al club cestistico per la prossima annata sportiva. Decisione inattesa. Dura. Che arriva in uno dei migliori momenti di sempre del team presieduto da Fabio Bulgarelli: campionato avvincente e con proiezione playoff, l’attenzione evidente dei media (anche nazionali) e un seguito di pubblico eccellente. Diciannove giorni fa, lo stesso Nani festeggiava in mezzo al campo la vittoria con Ravenna e il raggiungimento della A2 unica. Nel cuore di tremila fans ragionava di futuro. Ieri, celermente, il dietrofront. La telefonata a Bulgarelli e al sindaco, la comunicazione frettolosa alla stampa. Tempi e modi che stonano. Che hanno scatenato la virulenta reazione dei tifosi sul web e delle istituzioni. Col risultato che ci si è dimenticati rapidamente del contributo fondamentale che Mobyt ha dato alla rinascita e al rilancio del basket cittadino: l’azienda ieri ha portato a casa solo il peggio. Può essere che Nani abbia messo tutto in conto, preferendo dieci giorni sulla graticola per evitare poi mesi in cui sarebbe stato tirato per la giacca: “Ripensaci”.

Perché è chiaro: senza uno sponsor principale, il futuro della Pallacanestro Ferrara è a rischio. Posto che un’azienda privata ha il pieno diritto di compiere le scelte che ritiene opportune, sarebbe piaciuta una gestione diversa. Non un taglio netto, bensì un lento accompagnamento. Da ferrarese, per i ferraresi. Garantire un contributo anche la prossima stagione con l’avvertenza che sarebbe stata l’ultima. Dando tempo a Bulgarelli per lavorare nella ricerca di alternative. Un’uscita di scena a marzo, quando fra due mesi sarà già futuro (e con un presente agonistico ancora “caldo”) significa trasformarsi in uragano. E ieri, Fabio Bulgarelli ha cercato di domare una personale tempesta emotiva. «Sono stordito - è stato l’esordio del presidente -: non ho neppure la forza di arrabbiarmi. E non è vero che potevo immaginare una cosa del genere: semmai la temevo».

Una pausa. Le parole giungono quasi ovattate. «Che posso dire? Sono sconsolato - aggiunge Bulgarelli -; Giorgio Nani è un amico e sin dall’inizio di questa avventura sportiva è stato un punto di riferimento. Non posso che dirgli grazie per tutto quello che ha fatto». Parliamo, per inciso, di quasi 50.000 euro in quattro anni.

«Non posso criticare la scelta fatta da un’azienda quotata in borsa, ma di certo da parte nostra gli abbiamo dato visibilità. C’era identificazione società-sponsor. Il nome Mobyt è stato accompagnato da stagioni vincenti». Ma, presidente Bulgarelli? «Ma critico il modus operandi. Ha abbandonato in meno di tre ore persone con cui ha intrapreso un percorso da quattro anni. Quando, tra l’altro, in pubblico e in privato aveva dato rassicurazioni sul suo impegno futuro. Queste rassicurazioni ti fanno fare programmi, prendi impegni. Questo comportamento lede l’esistenza della società. Fino a ieri avevo garanzie, sulla base di quelle stavo trattando i rinnovi di alcuni giocatori. Se il primo sponsor mi lascia per strada a due mesi dal dare concretezza al futuro, dico che non si può fare programmazione seria».

«La mia sola buona volontà, a questo punto, non può bastare. Un paio d’anni fa abbiamo perso Carife, adesso Mobyt. Certo, lotterò; ma devo forzatamente aprire una nuova pagina. Ero tranquillo, sicuro che avremmo fatto qualcosa d’importante. Proverò per quanto possibile ad andare avanti, però queste cose ammazzano. E creano problemi anche nel lavoro di potenziamento societario. Sì, un fatto così distrugge ogni forza di programmazione. E toglie serenità alla squadra. Dovevamo stringerci, credere nel territorio. Invece...».

Invece anche l’opera di tessitura di Riccardo Maiarelli (per allargare la base dei soci) dovrà rielaborarsi e assorbire il contraccolpo. Per l’annata 2015/2016 si stimava di costruire una squadra interessante, che corrispondesse alle aspettative di tremila appassionati. Ipotesi di budget sui 900.000 euro, ora ne mancano (tra primo sponsor e secondo partner che quest’anno è stata Veneto Banca) almeno 250.000. Non un buco da poco. Per questo, ieri, facce e umori di amministratori cittadini e tesserati della Pallacanestro Ferrara erano scure e preoccupate. E domani, al Pala Hilton Pharma (ore 18), la Mobyt si gioca i playoff contro Tortona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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