Il ritorno di Marina Zanardi «Ma ora non sono top runner»
FERRARA. Un ritorno che non passa inosservato. Marina Zanardi domattina sarà al via della Ferrara Half Marathon. L’ultramaratoneta ferrarese, già campionessa del mondo over 40 alla 100 chilometri di...
FERRARA. Un ritorno che non passa inosservato. Marina Zanardi domattina sarà al via della Ferrara Half Marathon. L’ultramaratoneta ferrarese, già campionessa del mondo over 40 alla 100 chilometri di Seregno, vincitrice di un’infinità di gare sulle medie e lunghe distanze, era un po’ che non faceva parlare di sè.
Marina, dov’eri finita?
«Torno a correre dopo un anno bruttissimo, segnato da due interventi chirurgici, uno molto pesante. Quest’anno è la terza gara che faccio, su una distanza che non è la mia, la mezza maratona. Ma corro ed è la cosa più bella: sono consapevole delle mie possibilità del momento, la faccio per stare in compagnia, nell’atmosfera della corsa, della gara, delle cose che mi piacciono, ma non sono una top runner, non faccio tempi competitivi, comunque mi impegnerò, farò il massimo. Non so chi c’è al via: ci sono io, mi fa piacere».
La corsa sulla lunga distanza è stata ed è tutta la tua vita.
«Fisicamente non ci riuscirei, adesso anche la mezza maratona mi pare lunga...».
L’ultima volta che hai corso la Ferrara Marathon , in verità hai percorso 70 chilometri: era l’ultimo “lungo” prima del mondiale che hai vinto...
«Sì, era per la preparazione della 100 chilometri: doveva essere così anche quest’anno, i mondiali sono a settembre».
Ci stai facendo un pensierino?
«Se guardo alla salute, non ci penso: devo fare questi 21 chilometri ed esserne felice. Ma se penso un pochino a quello che ho ottenuto, poter fare il mondiale che ho saltato l’anno scorso... Quest’anno è in Olanda, su un bellissimo percorso, mi dà fastidio non andarci: in realtà mi aspettano, la Nazionale è una porta aperta, mi lasciano stare e aspettano di vedere come va. Il tempo per prepararlo, volendo, c’è: correndo due o tre volte a settimana, perché il lavoro in palestra è già tanto e mi hanno detto di non esagerare...».
Sei combattuta fra sport e salute?
« Da un lato mi sento penalizzata, in realtà è tantissimo quello che faccio... Bisogna mettere davanti la consapevolezza che la vita è importante e non voglio massacrarmi troppo. Ma domenica ce la metterò tutta: sono una resistente, non una velocista e una 21 km è un po’ troppo veloce per me. A Roma l’ho chiusa in 1h24’, è una buona media da tenere per una 42 o una 100 chilometri, non per una mezza. Però ho voglia di correre a Ferrara, mi ero posta come obiettivo di fare tre mezze in un mese e mezzo. Ho ripreso a Napoli in un1h27’, un tempo osceno, ma pioveva, c’erano salite, avevo subito due interventi... la verità è che ci sono rimasta male, perché così piano non ero mai andata».
Il fascino di correre a Ferrara?
«È sempre un’emozione, questa volta ancora più grande, la vivo in modo differente, la faccio con uno spirito diverso, non posso dire non competitivo, perché non sarei io, ma la faccio per me, perché non riesco a non correre. Se sono brava, ripeto 1h24, a meno che non mi trasformi: correre nella tua città è sempre tosta, sei un po’ al centro dell’attenzione».
Dopo, chiamerai lo staffa della Nazionale?
«Lo sperano. Ma no, sono consapevole che mi farei del male e me lo farei da sola. Metto davanti la vita: lo sport deve far bene, non dev’essere esasperazione e quindi sono pronta a rinunciare all’emozione di un mondiale, tra l’altro all’estero con gli amici. Quando un corpo è stanco, provato, sollecitato tanto, se non si rompe muscolarmente, soffre in altra maniera, ti produce delle alterazioni e non ho voglia di farmi male».(s.a.)
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