Nani: «Dobbiamo fare delle scelte differenti»
FERRARA. Mobyt lascia, non raddoppia. Dopo quattro anni come main sponsor, l’azienda dell’amministratore delegato Giorgio Nani non sarà più il primo sponsor della Pallacanestro Ferrara. Per Fabio...
FERRARA. Mobyt lascia, non raddoppia. Dopo quattro anni come main sponsor, l’azienda dell’amministratore delegato Giorgio Nani non sarà più il primo sponsor della Pallacanestro Ferrara. Per Fabio Bulgarelli, che già stava trattando i rinnovi con Hasbrouck e capitan Ferri, una bella botta. «Mobyt non sarà più main sponsor della Pallacanestro Ferrara dalla prossima stagione - dice lo stesso Nani -; decisione che già ho comunicato a Bulgarelli, al sindaco Tagliani, all’assessore Merli e a Maiarelli. Di questo mi dispiace: è un qualcosa che ha deciso l’azienda e non il sottoscritto. Abbiamo passato assieme quattro anni fantastici, sono contento dei risultati che abbiamo ottenuto. Ma, purtroppo, dobbiamo fare delle scelte differenti».
Tagliani e Merli non l’hanno presa bene. Nani la mette così. «Questa potrebbe essere un’opportunità: quando esce il main sponsor è un’opportunità anche per altre aziende per poter farsi notare». Bulgarelli come l’ha presa? «Diciamo che se l’aspettava. Bisogna andare avanti e la squadra deve andare avanti, deve arrivare un nuovo sponsor. Fra la nostra quotazione in Borsa e l’approdo di nuovi soci, la linea di Mobyt è cambiata. Sponsor minore? Ancora non lo sappiamo: a giorni c’è un Cda e vedremo che cosa ne uscirà. L’ingresso in Borsa ha accelerato questo iter, dobbiamo fare gli interessi dell’azienda, così si cambia modo di investire. Dico: o main sponsor o niente, bisogna tenere bene in mente che abbiamo fatto quattro anni assieme alla città, c’è stato da parte nostra un cospicuo investimento».
Nani guarda avanti. «Adesso bisogna continuare, altri ci devono mettere del loro. In questi quattro anni abbiamo avuto meno ritorni e più investimenti. Mi stupisce il fatto che diverse altre aziende non facciano ciò che abbiamo fatto noi. Ci sono tante grandi aziende, che guadagnano molto più di noi, che potrebbero investire anche per un’operazione sociale. La gente ama questo sport e secondo me qualcuno dovrebbe uscire dal limbo in cui è stato fino ad ora. Con Bulgarelli siamo sempre stati sulla stessa linea, non abbiamo mai avuto dei problemi fra di noi, così non credo che i rapporti si incrineranno». Chiude così, Nani: «E’ stata per me una cosa difficile da fare, anche perché mi sono appassionato a questo sport. Così è veramente difficile prendere questa decisione. Ci tengo, anche la mia famiglia ci tiene: è stata una scelta meramente aziendale».
Lorenzo Montanari
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