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L’ira funesta del gaucho Togni

di Paolo Negri
L’ira funesta del gaucho Togni

La tribuna lo fischia, lui s’infuria e il mister lo placa. Sarà anche squalificato

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FERRARA. Romulo Eugenio Togni trascina la sua rabbia, la sua tristezza, la sua insoddisfazione. O, almeno, dà questa impressione. La sua stagione spallina non è stata positiva, o non all’altezza delle attese, anche per motivi che continuiamo a ritenere non imputabili a lui. Ma qui si aprirebbe un discorso, già più o meno affrontato, che ci porterebbe lontano. Non è il caso, non ora.

Di sicuro il disagio di Togni è emerso in tutta la sua evidenza ieri, quando il centrocampista è entrato in collisione col pubblico. Nel senso che ha mostrato visibili segni di insofferenza, ha replicato ai fischi, ha manifestato un’ira non da poco. La sua precisazione finale (è arrivato in sala stampa, dove non era stato convocato dalla società, per dire che ce l’aveva con la tribuna e non con la curva) non è rilevante ai fini del discorso. Il punto è un altro: Togni ieri aveva ragione. Umanamente lo capiamo. Perchè gli ululati da cui è stato sommerso quando nella ripresa ha sbagliato quel passaggio, non erano giustificati. Intanto perchè aveva giocato una buona partita, soprattutto nel primo tempo: spesso “aperto” a sinistra, il Gaucho. Ed è stato sull’asse composto dal brasiliano e da Di Quinzio che la Spal ha creato le trame migliori. Togni si è mosso con intelligenza e mostrato buon piede. E poi perchè la ripresa è stata un caos, ma tutta la squadra si è sfilacciata: Togni non poteva e non doveva essere bersaglio privilegiato. Così, magari anche innervosito per l’ammonizione che gli costerà la squalifica, Togni ha reagito a muso duro. Alla bordata di fischi ha agitato la mano dal basso in alto, come a dire «di più, fischiate più forte». Poi, al fischio finale, mentre i compagni si dirigevano a fare cerchio, si è tolto la maglia ed è andato a passo rapido verso la scaletta. E’ stato mister Semplici a trattenerlo, ad abbracciarlo da dietro, a convincerlo a tornare con gli altri. Togni lo ha fatto. Una carezza sulla testa di un giovane raccattapalle. Quindi via con lo sguardo truce, ma l’animo buono: i pantaloncini regalati a un bimbo, la maglia donata a chi stava dietro la griglia della tribuna. Passerà anche questa.

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