Le vendemmiate del Reno Centese danno il sorriso a Matteuzzi
RENO CENTESE. Due “vendemmiate” fuori stagione (con XII Morelli e Scandianese), inframezzate dalla vittoria nel recupero di mercoledì per 2-0. Il Reno può ormai dirsi al sicuro, con tutta la...
RENO CENTESE. Due “vendemmiate” fuori stagione (con XII Morelli e Scandianese), inframezzate dalla vittoria nel recupero di mercoledì per 2-0. Il Reno può ormai dirsi al sicuro, con tutta la scaramanzia del caso, dalle sabbie mobili dei playout. Capitan Matteo Matteuzzi è orgoglioso della grinta ritrovata dai suoi. «Facendo i debiti scongiuri, diciamo che con la vittoria di Scandiano il Reno si è messo ormai al sicuro - spiega Matteuzzi - perché, di solito, la soglia dei 40-42 punti vale la salvezza». Per il Reno, però, è stato un anno particolare e vale anche per il suo capitano, a lungo fuori dai campi di gioco.
«Sono stato fuori per i tre-quarti del girone di andata - ricorda Matteo Matteuzzi - e al mio ritorno si sono inanellate cinque sconfitte. Gradualmente sto ritrovando la migliore condizione, anche grazie ai miei compagni. Ma la voglia di tornare e farlo a certi livelli non è mai mancata, per tornare a prendere per mano una squadra che sento mia, in una società che, dopo tantissimi anni, è quasi come una seconda famiglia. Piano piano stiamo ritornando ad essere quelli che eravamo prima di Natale, perché non dimentichiamo che è dopo la sosta, con qualche sconfitta di troppo e un calo fisiologico che ci poteva stare, che abbiamo rovinato un po’ la classifica». Ora restano 6 gare: un piccolo cantiere per il Reno nuovo corso, in vista del futuro?
«In effetti - concorda Matteuzzi - questo poteva essere un anno zero: nuovo il mister (Dirani; ndr), nuova la società, con l'ossatura del gruppo mantenuta, ma molti '95 e '97 inseriti in squadra. Potrebbe essere un piccolo “cantiere” in cui provare nuovi schemi e chi ha giocato meno, per gettare solide basi e vedere, il prossimo anno, di ben figurare nella categoria». (mi.pe.)
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