«Sì, questa maratona è piaciuta»
Corà traccia il bilancio della manifestazione di domenica in città: buoni numeri, tanta comprensione e i progetti di crescita
FERRARA. A mente fredda è ancora più contento di domenica mattina. Ieri, Massimo Corà, “numero uno” dell’Atletica Corriferrara, gongolava per la buona riuscita dell’evento che ha avuto grandi numeri. «Adesso lo posso dire: sono contento, volevo aspettare i primi commenti sulle novità e se le cose che abbiamo proposto sono piaciute o meno. A distanza di alcune ore possiamo dire che è stato apprezzato tutto: è stato un successo e siamo contenti».
C’è una cosa che l’ha emozionata più di tutte?
«Il clima che ho trovato fra i miei collaboratori e gli atleti, come del resto fra la cittadinanza. In molti mi hanno fermato per farci i complimenti, incitandoci ad andare avanti: ho visto nel nome di mio padre Giancarlo una città molto più coinvolta, anche gli automobilisti sono stati più comprensivi. Mi pare che tutto sia stato vissuto con più comprensione e vicinanza, era l’obiettivo che ci eravamo prefissati».
Parliamo dei numeri record?
«Anche da questo punto di vista non posso che essere contento. C’è stata una leggera flessione nella maratona, cosa che ci stava. Il numero complessivo degli arrivati, fra mezza maratona e maratona, è superiore rispetto a quello dell’anno passato. Abbiamo avuto un bell’incremento per ciò che concerne la mezza maratona, mentre per un pelo non siamo riusciti a raggiungere il record di arrivati nella mezza. Il numero dei partecipanti viene in secondo piano: a crescere siamo sempre in tempo».
Adesso, sotto con i prossimi appuntamenti.
«Stiamo ancora lavorando per l’evento andato in scena domenica, ma ripartiremo subito: bisogna battere il ferro finchè è caldo. Quando le cose vanno bene bisogna cercare da subito nuovi appoggi e nuove collaborazioni, per continuare il processo di crescita e di qualità».
Corà chiude con i ringraziamenti. «Sottolineo il grande lavoro da parte di tutti. Io sono parte di un ingranaggio, ci tengo che si sappia. Domenica erano impegnate 400 persone, 140 del mio gruppo sportivo; ci sono persone che lavorano duramente, impegnandosi moltissimo. C’è chi, come Nino Sarno, cura l’aspetto tecnico del percorso ed il personale da impegnare nel percorso ed in cinque anni mai ha visto una partenza ed un arrivo: è fondamentale, perché le cose si organizzano assieme. Grazie anche ad Erica Cavalieri per il villaggio maratona».(l.m.)
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