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Da Ferrara a Capo Nord in bici, la grande avventura di Ilaria Corli

Marco Nagliati

Segui il diario di viaggio dell'atleta ferrarese allenatrice di triathlon con il Cus

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FERRARA. Capo Nord. Nell’immaginario di tanti è “il viaggio”. E per ognuno ha un significato scolpito nell’anima: avventura, introspezione, fuga... Per Ilaria Corli, dal 21 giugno, sarà realtà che si materializzerà pedalata su pedalata. Giorno dopo giorno. Ilaria è ferrarese, ha 27 anni e la testa piena di sogni. Che, poi, concretizza. Vedi la Barcellona-Ferrara, oppure la Ferrara-Oslo di 2400 chilometri percorsi in dodici giorni. Tutti in bici, in solitaria. E mentre saliva verso la Norvegia, al culmine della fatica, nel cuore già batteva un nuovo progetto. Che adesso è realtà.

Da Ferrara a Capo Nord: 4500 km da percorrere in un mese, alla media di 150 km quotidiani. Circa 8 ore al giorno in sella alla bici. Dieci stati attraversati (Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Svezia e Norvegia). In gergo si chiama ultracycling, nella sostanza è il senso pieno della vita. La Corli partirà non a caso il 21 giugno, il simbolico primo giorno d’estate. Dal solstizio al tetto d’Europa, la fiaba di Capo Nord. Ieri Ilaria era in redazione a raccontare. Sorridente e, forse, impaziente di macinare asfalto. «Si legge tanto di Capo Nord... Ho visto tante foto e ogni volta che le guardo mi perdo. Questo sogno ce l’ho nella testa dal 2010».

«Un passo alla volta, grazie anche alla mia mente matematica, sono riuscita a rendere possibile questo viaggio. Sì, ora mi sento pronta ad affrontare un sogno. Una sorta di punto d’arrivo, che però spero possa anche rappresentare un punto di partenza per future avventure. Cose altrettanto interessanti».

Ilaria Corli è laureata in matematica e management dello sport, frequenta la facoltà di Scienze Motorie. Lavora come allenatrice del Cus Triathlon. L’aria del Nord europa l’ha annusata dodici mesi fa, adesso raddoppia: «Cambio anche tragitto rispetto alla Ferrara-Oslo. Per me, questa, è pure una vacanza. Rispetto all’esperienza scorsa ho anche deciso di crearmi un team alla base, soprattutto per aiutarmi dal punto di vista organizzativo. Vorrei fare le cose un po’ più in grande, senza andare del tutto allo sbaraglio. Cerco sponsor e avranno visibilità». L’allenamento è iniziato a ottobre: palestra per il potenziamento muscolare, poi una sequenza di bicicletta-nuoto-podismo. Attività multidisciplinari, ogni giorno. E, come ulteriore test, la Corli l’1 e il 2 maggio parteciperà alla Randonee Monaco-Ferrara di 600 km. Possibile anche il Giro delle Repubbliche Marinare: 2200 km da mettersi alle spalle dal 24 maggio all’1 giugno.

«Vado in solitario perché mi piace la componente di rischio. Ogni chilometro è una scelta che decidi di fare: voglio conoscere il senso della parola “ignoto”. Più sali verso Nord, meno vedi la mano dell’uomo. L’anno scorso al 6º giorno, ero in Germania, ho sofferto un po’ la solitudine. Una piccola crisi emotiva. Ma sapere che a casa mi incoraggiavano in tanti mi ha dato forza». Per raggiungere il tetto d’Europa, ora, saranno il doppio. Vento alle spalle. Compagni di viaggio la natura, le condizioni meteo e gli imprevisti.

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